Attuality and Society
printprintFacebook



GEMELLAGGI

BENVENUTI

SVC



Micronazione Repubblica Cisalpina



Pensieri, parole, frasi celebri....
<<...nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!>>
New Thread
Reply
 
Previous page | 1 | Next page
Print | Email Notification    
Author
Facebook  

Nuove Br, tutti in silenzio

Last Update: 4/7/2007 4:30 PM
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
4/7/2007 4:30 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Nuove Br, tutti in silenzio
Latino si dichiara prigioniero politico

Sul muro di una ditta padovana una scritta che inneggia agli arrestati

MILANO - "Sono un prigioniero politico". Queste le uniche parole pronunciate davanti al gip di Milano Guido Salvini, da Claudio Latino, arrestato ieri durante l'operazione antiterrorismo con cui è stata smantellata un'organizzazione brigatistica. Quattro parole, le stesse che erano state pronunciate da Alfredo Davanzo al momento dell'arresto, e poi il silenzio. In silenzio sono rimasti anche Davide Bortolato e Massimiliano Gaeta, gli altri interrogati oggi, che però non si sono dichiarati prigionieri politici. Si sono semplicemente avvalsi della facoltà di non rispondere.

All'indomani degli arresti in tutto il Nord Italia di 15 militanti dell'organizzazione che dietro la sigla PCP-M- Partito Comunista Politico-Militare, è considerata una frangia di "seconda posizione", oggi gli interrogatori sono cominciati al 7/o piano del Palazzo di giustizia, nell'ufficio del gip Salvini 'protetto' da un cordone di carabinieri.

Il primo a presentarsi verso le 12.30 davanti al giudice è stato Davide Bortolato, 36 anni, originario di Treviso. Pochi minuti per avvalersi della facoltà di non rispondere. Muto, anche a causa del divieto disposto dal giudice di parlare per cinque giorni con i suoi legali, gli avvocati Chiara Balbinot e Giuseppe Pelazza. Divieto che ha portato i legali a eccepire fin da subito la nullità, respinta dal gip, dell' interrogatorio. "Questo differimento - hanno spiegato - è lesivo del diritto di difesa e viola i principi basilari del processo riconosciuti anche da convenzioni internazionali come quella si Strasburgo".

Poi è stata la volta di Claudio Latino, uno dei più anziani del gruppo, considerato il capo della cellula milanese. Latino, già arrestato a Bologna nell'84 ,condannato nel '91 per banda armata e per altri reati legati ad alcuni attentati e toccato anche dalle indagini sull'omicidio di Marco Biagi (per una serie di perquisizioni), si è dichiarato prigioniero politico, dopodichè si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda. "Potrò entrare nel merito della posizione assunta da Latino quando sarà possibile avere un colloquio con lui", ha affermato l'avvocato Pelazza, suo difensore. "Questa frase, vera o non vera che sia - ha proseguito il legale - ha mille sfaccettature: potrebbe voler dire "sono ostaggio in mano vostra, perché non mi consentite di parlare col mio difensore". Oppure potrebbe voler dire 'sono un militante politico rivoluzionario e non riconosco le leggi di questo Stato'. Oppure ancora potrebbe voler dire 'questo e' un processo politico e io sono prigioniero in questo processo".

Nel pomeriggio è toccato a Massimiliano Gaeta, 31 anni operaio metalmeccanico originario di Foggia trasferito a Milano, ritenuto uno degli organizzatori del nucleo di 'seconda posizione': per gli inquirenti, tra l'altro, avrebbe messo a "disposizione le proprie capacità tecniche per la predisposizione di ordigni e apparecchiature idonee a neutralizzare eventuali controlli di polizia". Anche lui, davanti al gip Salvini, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il motivo? "C'è un palese divieto dei diritti della difesa - ha detto l'avvocato Sandro Clementi - attraverso il divieto di colloquio con i nostri assistiti". Il difensore ha lamentato "un'incoerenza nel capo di imputazione: viene contestata la costituzione di una banda armata come presupposto dell'associazione eversiva. Ma questo è illogico in diritto. Gli stessi inquirenti riconoscono del resto che l'associazione prima si sarebbe formata e in seguito si sarebbe armata". Il legale ha annunciato il ricorso al Tribunale del riesame.

Mentre domani riprenderanno gli interrogatori del gip, gli investigatori, oltre a esaminare i documenti e i contenuti dei pc sequestrati durante l'operazione, stanno cercando altre armi (sono già stati trovati una pistola a Padova e un kalashnikov a Torino) nel parco dei Fontanili di Rho, nel milanese e nelle campagne tra Padova e Rovigo.

La lista dei sindacalisti. Questi i lavoratori iscritti alla Cgil (e da ieri sospesi dal sindacato) tra i 15 arrestati. Davide Bortolato iscritto dal 1997 alla Fiom; Massimiliano Toschi, iscritto dal 2003 alla Fiom; Alessandro Toschi, iscritto dal 2006 alla Fiom; Andrea Scantamburlo, iscritto dal 2004 alla Fiom; Amarilli Caprio, iscritta dal 1 marzo 2005 alla Filt del Veneto; Valentino Rossin, iscritto dal 2 agosto 2006 al sindacato lavoratori della comunicazione Slc; Massimiliano Gaeta, iscritto da febbraio 2006 alla Fiom (solo a gennaio lo è diventato veramente subentrando a un dimissionario, come primo dei non eletti); Vincenzo Sisi iscritto dal 1986 alla Filcem, sindacato dei chimici.

Telefonata anonima al Corriere della Sera. Stamattina alle 11.30 una telefonata è arrivata alla redazione del Corriere della Sera a Milano. Poche le parole pronunciate, adesso all'esame degli inquirenti: "Devo darle un comunicato delle Brigate Rosse - ha dichiarato una voce al telefono - nulla resterà impunito e la bandiera che è caduta l'abbiamo ripresa in mano. Colonna Walter Alasia". In corso indagini sull'attendibilità del messaggio.

Una scritta per gli arrestati. "Max, Ale e Davide liberi - terrorista è lo Stato". Questa è la scritta con la stella a cinque punte, simbolo delle Brigate rosse, e la falce e martello comparsa sul muro esterno della fabbrica Final di Vigonza dove lavoravano Alessandro Toschi e Davide Bortolato.

Lettera intimidatoria al Garante dei detenuti. Una lettera intimidatoria, firmata con la tradizionale stella a cinque punte e siglata Brigate Rosse. Partito Comunista Combattente Nucleo Galesi, è stata recapitata al Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, Angiolo Marroni.

(13 febbraio 2007)






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



Mostra Evento 1:6 MODELLISMO IN GRANDE MEZZI GRANDI modellismo d...15 pt.10/22/2019 9:46 PM by elefant169
Secondo stint su WoW e taciti accordiAnkie & Friends - L&#...10 pt.10/23/2019 9:10 AM by anklelock89
Fine del mondo - I Testimoni di Geova hanno sbagliato?Testimoni di Geova Online...10 pt.10/23/2019 7:49 AM by I-gua
Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 | Next page
New Thread
Reply
Cerca nel forum
... GEMELLAGGI ...
FORUMANDO
+Tutti Siti+
Guglielmotell BLOG
UFOOUTLINE
giuggyna.it

 

Utenti online

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.0.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 12:05 PM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2019 FFZ srl - www.freeforumzone.com