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Gladio e le "stay behind"

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Gladio è il nome di un'organizzazione clandestina di tipo "stay behind" ("stare in retroscena").
Con l'espressione inglese stay-behind (letteralmente "stare dietro, in retroscena") ci si riferisce ad un'opera-zione di spionaggio sotto copertura, il cui scopo sia, ad esempio, l'infiltrazione e/o il recupero di informazio-ni segrete da un gruppo sospetto.
Tale organizzazione era promossa dai servizi d'informazione italiani e dalla NATO per contrastare un'even-tuale invasione sovietica dell'Italia.
Malgrado Gladio sia propriamente utilizzato in riferimento solo alla "stay-behind" italiana, il termine è stato applicato dalla stampa anche ad altre operazioni di tipo stay-behind. Durante la guerra fredda, quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale organizzarono reti stay-behind sotto controllo NATO.
L'esistenza di Gladio, sospettata fin dal 1984, fu riconosciuta dal Presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti il 24 ottobre 1990, che parlò di una "struttura di informazione, risposta e salvaguardia". Gladio è stata accusata di aver tentato di influenzare la politica interna usando la strategia della tensione.






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Una struttura della NATO, supervisionata da SHAPE
Negli anni '50, era comune negli ambienti NATO la convinzione che, in caso di guerra contro l'Unione So-vietica, si ipotizzava che una prima linea di resistenza effettiva avrebbe potuto essere approntata sul Reno. Durante la Seconda Guerra mondiale, gli Alleati avevano coordinato l'attività dei movimenti resistenziali nei paesi occupati dall'Asse attraverso una rete di organizzazioni, coordinate da una speciale branca dei servizi d'informazione del Regno Unito, il SOE (Special Operations Executive). Il SOE venne dimesso dopo la fine del conflitto, ma fu riattivato all'inizio degli anni '50, come nucleo di una nuova organizzazione che aveva il compito di porre in essere una rete di resistenza nei vari paesi europei, nel caso questi fossero stati occupati dall'Armata Rossa o nel caso i comunisti avessero preso il potere attraverso un colpo di stato.
L'Italia entrò ufficialmente nel CPC il "Comitato di pianificazione e coordinamento”, costituito tra paesi che intendevano organizzare una resistenza sul proprio territorio, in caso di aggressione dall'Est e, a quanto sem-bra, anche nell'eventualità di "sovvertimenti interni".
Nel 1964, ma già in precedenza erano attivi accordi bilaterali tra Servizi segreti italiani e CIA tesi ad arruola-re ed addestrare nuclei di operativi in grado di organizzare la resistenza armata sul territorio occupato da u-n'invasione o controllato da "forze sovversive".
Nel 1964, si aggiunsero Germania Occidentale, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. In seguito, aderirono an-che Danimarca e Norvegia. Mentre altri paesi NATO, come Grecia, Turchia, Spagna e Portogallo non entra-rono mai, a quanto risulta, nel comitato di coordinamento. Peraltro, organizzazioni simili, pur non collegate con la struttura NATO, vennero probabilmente create in quasi tutti i paesi occidentali che temevano un'inva-sione sovietica.
L'esistenza di queste forze militari NATO clandestine rimase un segreto strettamente sorvegliato durante tut-ta la guerra fredda fino al 1990, quando il primo troncone della rete internazionale fu reso pubblico in Italia. Il suo nome in codice era Gladio, la parola che indica la corta spada a doppio taglio usata dai Romani. Il go-verno ne ordinò lo scioglimento il 27 luglio 1990. L'Italia insistette che identiche forze armate clandestine erano esistite anche in tutti gli altri paesi dell'Europa occidentale. I nomi in codice degli eserciti segreti in Francia, in Finlandia, in Spagna ed in Svezia rimangono tuttavia sconosciuti.
Dopo avere appreso della scoperta, il Parlamento Europeo stilò una risoluzione criticando aspramente il fatto.
Al momento solo Italia, Belgio e Svizzera condussero indagini parlamentari, mentre l'amministrazione del presidente americano George H. W. Bush rifiutò di commentare,
Gladio aveva come asse centrale il Gehlen Org, utilizzando molti ex nazisti, e si presume che la loggia mas-sonica segreta P2 abbia lavorato con esso (il Gran Maestro, Licio Gelli, era un membro di Gladio). La mag-gior parte delle operazioni di Gladio fu finanziata dalla CIA. Anche il leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro (assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978) talvolta è stato associato da qualcuno a Gladio.






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Contrasto dell'invasione sovietica
Lo scopo principale dell'Operazione Gladio era di contrastare una possibile invasione dell'Europa occidentale da parte dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia attraverso sabotaggio e atti di guerriglia dietro le linee nemiche. La NATO temeva il fatto che l'Unione Sovietica possedesse un'ampia superiorità per potenza militare convenzionale, da cui l'Europa occidentale e la NATO non avrebbero potuto sperare di sconfiggere l'Armata Rossa in un conflitto diretto (senza ricorrere all'uso delle armi nucleari


Gladio e la strategia della tensione (Italia)
Sebbene la temuta invasione sovietica fosse divenuta, col passar degli anni, sempre più improbabile, le orga-nizzazioni "stay-behind" e le loro strutture continuarono ad esistere.
Negli ultimi decenni, in particolar modo dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell'Unione Sovie-tica, sono emersi numerosi indizi e sospetti sulle relazioni intrattenute da queste organizzazioni o da perso-naggi ad esse collegate con l'eversione di destra e con tentativi di colpo di stato.
In Italia, si è ipotizzato il coinvolgimento di Gladio, o di sue strutture e suoi membri, nella cosiddetta strategia della tensione. Secondo un articolo autorevole del dicembre 1990, la prima ragione della scoperta di Gladio fu "un gruppo di giudici che esaminavano lettere scoperte a Milano in ottobre, nelle quali, prima del suo omicidio, il leader democristiano Aldo Moro affermava di temere che "un'organizzazione ombra" ac-canto ad "altri servizi segreti dell'Occidente […] potrebbero essere implicati nella destabilizzazione [politica nde] del nostro Paese".






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La Gladio italiana
La presenza di una struttura stay-behind in Italia risale al 1949, seppure con un nome diverso da Gladio. In una relazione del Comitato Parlamentare sui servizi segreti del 1995 si legge che in epoca precedente alla na-scita di Gladio, probabilmente, vi fu un’altra organizzazione denominata “Duca” e in seguito “Duca-Gladio” Gladio viene costituita con un protocollo d'intesa tra il Servizio italiano e quello statunitense del 26 novem-bre 1956, nel quale però vi era stato un esplicito riferimento ad accordi preesistenti: nella relazione inviata dal presidente del Consiglio Andreotti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo e sulle stragi il 17 ottobre 1990 verrà segnalato che con quella intesa tra SIFAR e CIA erano stati "confermati tutti i prece-denti impegni intervenuti nella materia tra Italia e Stati Uniti".
Il 24 ottobre 1990 Giulio Andreotti, capo del governo italiano, rivelò alla Camera dei Deputati l'esistenza di Gladio, che fu quindi la prima organizzazione aderente alla rete "stay-behind" ad essere resa pubblica. Oltre a prepararsi per una invasione sovietica, il ramo italiano avrebbe dovuto agire in caso di elezione in Italia di un governo comunista. Poiché l'Italia era la nazione in cui era più probabile l'elezione a mezzo di libere ele-zioni di un governo a guida comunista (il PCI raccolse, dal 1963 in poi, una percentuale sempre superiore al 25% del voto popolare, con punte del 34,4%, e alcune correnti della DC reputavano possibile un suo coin-volgimento nel governo), il ramo italiano di Gladio divenne anche la più grossa organizzazione "stay-behind" della NATO.






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Gladio e la strategia della tensione in Italia
L'attentato di Piazza Fontana del 1969, che inaugurò gli anni di piombo in Italia, e la Strage dell'Italicus del 1974 furono attribuite da alcune indagini ed inchieste ad operativi di Gladio. Nel 1989 Stefano Delle Chiaie, accusato di aver avuto un ruolo nell'attentato di Piazza Fontana, fu arrestato a Caracas, in Venezuela ed e-stradato in Italia. Delle Chiaie fu comunque assolto dalla Corte d'Assise di Catanzaro nel 1989, assieme al-l'altro accusato Massimiliano Fachini, dal momento che non c'erano prove del loro coinvolgimento nell'atten-tato. Secondo il membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra: "L'esplosione del dicembre 1969 fu probabilmente il detonatore che convinse le autorità politiche e militari a dichiarare uno stato di emergen-za"[5]

« Con la strage di Peteano e con tutti quelli che seguirono, dovrebbe essere chiara la conoscenza che esistette una struttura reale, occulta e nascosta, con la capacità di dare una direzione strategica alle violenze. [Questa struttura] risiede all'interno dello stato. Esiste in Italia una forza segreta parallela alle forze armate, composta da civili e militari, in funzione anti-sovietica, ovvero, per organizzare una resistenza sul suolo italiano contro l'esercito russo. »

Nel novembre 1995 i terroristi neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro vennero condannati al-l'ergastolo in qualità di esecutori materiali della Strage di Bologna del 1980, per la quale era stata accusata l'influenza diretta di Gladio; Licio Gelli, capo della loggia P2 ed ex agente dell'OSS/CIA, fu condannato per aver sviato le indagini, così come Francesco Pazienza e gli ufficiali del SISMI Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Nel 2000 il rapporto stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per "impedire al PCI, e in certo grado anche al PSI, di raggiungere il potere esecutivo nel paese".

Un rapporto stilato nel 2000 da membri del Senato italiano dichiarò che
« Questi massacri, queste bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse da uomini all'interno delle istituzioni dello Stato Italiano e, come si è scoperto più di recente, da uomini collegati alle strutture del-l'intelligence degli Stati Uniti. »

Secondo Daniele Ganser, il generale Gian Adelio Maletti, ex capo del controspionaggio italiano (direttore Reparto D del Sid), confermò nel marzo del 2001 che la CIA avrebbe potuto promuovere il terrorismo in Ita-lia.






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Gladio in Francia
Nel 1947 il ministro degli interni francese Edouard Depreux rivelò l'esistenza di un esercito segreto stay-behind in Francia, dal nome in codice "Plan Bleu". L'anno seguente, venne creato il "Comitato Clandestino dell'Unione Occidentale" (WUCC), per coordinare la guerra segreta non ortodossa. Nel 1949 il WUCC viene integrato nella NATO, il cui quartier generale viene stabilito in Francia, con il nome di "Clandestine Planning Committee" (CPC). Nel 1958 la NATO fonda il Comitato Clandestino Alleato (ACC) per coordinare la guerra segreta. Quando la NATO stabilisce il nuovo quartier generale europeo a Bruxelles, l'ACC, con il nome in codice SDRA11, viene nascosto all'interno del servizio segreto militare belga (SGR), che ha il suo quartier generale vicino a quello della NATO.
L'illegale Organisation de l'Armée Secrète (OAS) viene creata con membri della stay-behind francese e ufficiali della Guerra francese in Vietnam. Nel 1961 l'OAS inscenò un fallito colpo di stato ad Algeri, col supporto della CIA, contro il governo De Gaulle.
Le reti La Rose des Vents ("Rosa dei venti") e Arc-en-ciel ("Arcobaleno"), erano parte di Gladio. Secondo voltairenet.org, François de Grossouvre era il capo di Gladio in Francia, fino al suo presunto suicidio avvenuto il 7 aprile 1994[8]. Il capitano Paul Barril, assieme ad altri, sostiene che venne assassinato.

Gladio nel Regno Unito
Nel Regno Unito, il primo ministro Winston Churchill creò lo Special Operations Executive (SOE) nel 1940, per assistere i movimenti di resistenza ed eseguire operazioni di guerriglia in territorio occupato dall'Asse. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le organizzazioni stay-behind vennero istituiti grazie all'esperienza e al coinvolgimento di ex ufficiali del SOE.
L'organizzazione britannica funzionò fino agli anni '60.






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1/21/2008 1:40 PM
 
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Questa società o presunta società segreta è una cosa davvero agghiacciante, nel senso che di altre società come la Massoneria l'esistenza è assodata com'è assodato il fatto che lavorino in segretezza, se qualcuno però ha teorizzato che esiste una società segreta che si muove segretamente politicamente vuol dire che CHIUNQUE tra la gente comune o tra i politici potrebbe farne parte e addirittura potrebbe essere che esiste più di un'organizzazione simile magari in contrasto tra loro. Di questi tempi è veramente difficile distinguere la realtà dalla finzione e viceversa.
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Bè per esistere un'organizzazione simile, è probabile che ve ne siano state anche di stampo contrario..






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