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Tutte le notizie sul Festival di Sanremo 2008

Last Update: 3/11/2008 1:53 PM
2/27/2008 2:26 PM
 
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Anche la seconda serata non va: 6 milioni 500 mila e il 32,33% di share
Il conduttore: "Lo spettatore vuole essere fottuto, senza scandalo non si eccita"

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Festival, gli ascolti vanno sempre più giù Baudo: "E' la qualità in un'Italia di merda"

SANREMO - "Scazzottiamoci, prendiamoci a sputi in faccia, così fottiamo il pubblico, lo imbarbariamo e avremo un'Italia di merda". Il Festival continua a perdere spettatori (ancorsa un miline in meno rispetto alla prima serata) e mentre il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, parla di "riflessione necessaria", il conduttore e direttore artistico della manifestazione Pippo Baudo va dritto al cuore del problema: la qualità non paga, solo gli "sputi in faccia" smuovono lo spettatore. La seconda serata è stata vista, nella prima parte, da 8.271.000 spettatori (oltre 3.500.000 in meno rispetto alla stessa serata del 2007) con il 29,72% di share. Nella seconda parte, davanti allo schermo c'erano 4.925.000 spettatori, 37,46% di share. La media complessiva è di 6.500.000 con il 32,33% di share (lo scorso anno era stata di 6.128.000, 43,67%). Nel prime time, a RaiUno va il 26,74% di share. Stasera la gara si ferma per il calcio. Torna giovedì con i duetti fra Campioni e artisti celebri. E ascolti a parte, altre grane si abbattono sulla giornata.

"E' lo scandalo che fa l'evento". Se la qualità, dice Pippo, non paga, è colpa di uno scadimento generale dei prodotti tv, che ha viziato il pubblico. "Come dice Giorgio Bocca - osserva - abbiamo inventato l'italiano medio per giustificare le nostre mediocrità. L'evento non esiste più, o solo se c'è lo scandalo. Se Piero e io avessimo litigato come Mike Buongiorno e Loretta Goggi a Miss Italia, lo spettatore si sarebbe acceso".

"Cambia il pubblico tv". Il crollo di ascolti "è una responsabilità che riguarda tutti noi, dobbiamo puntare sulla qualità, è una crociata". Probabilmente "il Festival va riscritto - continua Baudo - non ci sono rimproveri perché abbiamo lavorato in armonia e onestà. Dati come questi non dipendono da momenti dello spettacolo ma dallo spettacolo nella sua interezza. Senza dubbio viviamo in un periodo particolare, quello preelettorale - osserva il conduttore - e particolare per il pubblico televisivo, che sta cambiando radicalmente".

Gli altri ascolti. Chi non ha scelto il Festival si è più o meno equamente diviso. Ballarò, con Casini e D'Alema, ha tenuto (11.78% e 3.220.000), bene anche Italia 1 con Tre metri sopra il cielo (11.44% con 3.075.000) e lo speciale di Retequattro sui fratelli di Gravina (10.08% e 2.895.000). Canale 5 ha proposto il film La maschera di Zorro (13.16%, 3.162.000 spettatori), RaiDue la seconda parte del film Il triangolo delle Bermuda (9.53%, 2.493.000). Bene su Sky il derby Juventus-Torino: 1.359.000 e il 4.77%.

"Il brano della Berté è una cover". Sarebbe una canzone del 1988, Ultimo segreto, tratta dall'album Sesto senso prodotto da Tullio De Piscopo e Alberto Radius, cantata da Ornella Ventura e, "caso strano, l'autore è sempre Radius e la casa discografica, la Nar, è la stessa di vent'anni fa". A muovere l'accusa nei confronti di Musica e parole sono De Piscopo e l'interprete dell'epoca, convinti dell"innocenza" della Bertè: "Sicuramente lei è ignara, ma questa è una cover". "Quando l'ho sentito ero incredulo - dice De Piscopo - nei prossimi giorni valuteremo se adire le vie legali". Baudo chiede "subito una riunione" per accertare se è così. Ma è il discografico della Berté, Mario Limongelli, a dire: "E' vero, ma è un disco uscito
nel 1988 di nessun successo. Non lo sapevamo, bisognerebbe chiedere agli autori. Quando ci è stato proposto Musica e parole, non potevamo sapere".

Mogol "addormentato". Dichiarazione poco lusinghiera da Mogol: "Mi sono addormentato davanti al Festival e non sono riuscito a vedere mio figlio", ossia Francesco Rapetti, in gara fra i Giovani, che si è esibito dopo mezzanotte. Precisa che il colpo di sonno è stato accidentale: "La professionalità di Baudo non è in discussione. Ma la formula va rivista". Proprio Mogol ha studiato e brevettato un progetto per Sanremo: "Con le stesse forze si può fare molto di più".

Repubblica.it (27 febbraio 2008)
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2/27/2008 2:52 PM
 
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Problemi per la canzone della Berté

Esce a sorpresa in conferenza stampa una supposta dichiarazione di Tullio De Piscopo riguardante la canzone di Loredana Berté. De Piscopo sosterrebbe che la canzone non sarebbe inedita, ma sarebbe stata già cantata anni fa con un altro titolo, “L’ultimo segreto”, e con un testo parzialmente diverso, da una certa Ornella Ventura.
Nel 1987 avvenne un episodio simile: la canzone “Pigramente signora”, presentata da Patty Pravo, fu segnalata in corso di Festival come ricalcata su un pezzo di Dan Fogelberg, “To the morning”.
La situazione è fluidissima, si cerca di capire cosa preveda il regolamento in casi come questo.

Rockol.com (27 Feb 2008)

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Loredana Berté, due (poi basta)

Sanremo 2008: Loredana Berté, due (poi basta) Sanremo Loredana Berté E’ interessante leggere i commenti che i lettori postano alle notizie di Rockol. A volte mi piacerebbe poter rispondere uno per uno a tutti, giusto per spiegare il senso di certe cose che scrivo. Ma non si può, quindi rispondo a tutti insieme.
Sarebbe facile cavarsela dicendo che è utile gettare sassi nello stagno e suscitare reazioni. Invece, dico a tutti quelli che hanno commentato il mio commento di stanotte:
“Esibire in televisione Loredana Berté è un'operazione ignobile”
che la mia opinione, espressa nell’unico spazio che è a mia disposizione (quello delle notizie), è la “mia” opinione; e non è l’opinione dell’ultimo arrivato, se permettete. Con Loredana Berté ho lavorato da discografico fra il 1980 e il 1984, e poi l’ho incontrata più volte da giornalista negli ultimi vent’anni. Ho il mio pensiero, ho la possibilità di esprimerlo (possibilità che condivido con i lettori), e di solito lo faccio rispettando il pensiero altrui - cosa che spesso, purtroppo, non fanno i lettori. Non importa, ognuno ha il suo modo.
RIbadisco che secondo me “esibire in televisione Loredana Berté è un'operazione ignobile”. Esibirla, cioè usarla per fare spettacolo. Loredana è una grandissima artista e una donna in difficoltà: la rispetto come artista e come donna. E penso spesso a quale sarebbe il modo migliore per aiutarla. Ne discutiamo molto, in questi giorni qui a Sanremo, con i colleghi. Ieri sera Toni Jop dell’Unità mi diceva: “A Venezia, ci sono gondolieri che quando sono ubriachi marci conducono l’imbarcazione in perfetta linea retta”. Metafora interessante. Lo so, lo sappiamo che ci sono artisti che anche in condizioni di scarsa o nulla lucidità offrono momenti di grande qualità artistica. Semmai il problema sono gli artisti che “solo” in condizioni di scarsa lucidità riescono a far bene. E, attenzione, non dico che questo sia il caso di Loredana Berté.
Loredana è un caso umano, lo sappiamo tutti. Personalmente provo comprensione e compassione per lei. E credo che tutti dovrebbero provarne. Secondo me, la sceneggiata televisiva di ieri sera - con Pippo Baudo che consolava e tranquillizzava Loredana da buon amico, e Piero Chiambretti che faceva le controscene comiche - è stata un modo ingeneroso e crudele di fare spettacolo di una miseria umana.
Si diceva, qui, fra giornalisti: però almeno farle fare Sanremo è un modo per farla contenta, per darle un momento di contentezza. Bene. Allora invitiamola come superospite: se lo merita, per la carriera che ha alle spalle, quanto e più di certi altri superospiti italiani. Diamole uno spazio, per farne ciò che vuole. Ma non usiamola come espediente per alzare gli ascolti, prevedendola in scaletta a fine trasmissione per tenere un po’ di gente attaccata alla televisione (ieri sera il passaggio di Loredana è stato anticipato per ragioni tristissime che non voglio raccontare). E non usiamola, noi sciacalli dei media, per riempire spazi e attirare lettori a spese di una donna ammalata.
Se scrivessi, se scrivessimo tutto quello che sappiamo dei giorni di Loredana - e che ci raccontano, esausti e a volte disperati, quelli che provano a lavorare con lei: a me è successo l’ultima volta stanotte alle tre - saremmo come i giornalisti dei tabloid britannici. Noi non ce la sentiamo di frugare nel fango e nella merda come fanno oltremanica. Siamo migliori o peggiori? Non lo so. Il fatto è che siamo come siamo, e stiamo come stiamo.
Il mio pensiero l’ho scritto e adesso l’ho spiegato. Ogni commento è gradito, soprattutto se articolato, non viscerale, non offensivo. Grazie a tutti.
Franco Zanetti

PS A scanso di ulteriori equivoci, e a beneficio dei fans che non vogliono capire o non riescono a capire: “ignobile” non riguarda la qualità dell’esibizione di Loredana Berté, che è stata di commovente intensità e fra le migliori della serata.

Rockol.com (27 Feb 2008)
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2/27/2008 2:54 PM
 
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Caso Berté - plagio, dettagli

La storia (vedi news precedente) è stata innescata da Gianna Tani, responsabile del casting Mediaset, che ha inviato una email a Dagospia segnalando il caso. la seguente email:
A seguito di ciò, Tullio De Piscopo, intervistato da ADNKronos, ha detto: 'E' una vecchia canzone del 1988 intitolata 'Ultimo segreto' e tratta da un LP, 'Sesto senso’, da me prodotto con Alberto Radius e cantato da Ornella Ventura”. Il disco sarebbe stato pubblicato dalla NAR, la stessa etichetta che oggi distribuisce il disco di Loredana Berté contenente la canzone di Sanremo, “Musica e parole”. Gli autori sono gli stessi, Alberto Radius e Oscar Avogadro.
Loredana aveva, nelle scorse settimane, dichiarato che la sua canzone “era nel cassetto di Radius da vent’anni”, e che lei ne aveva riscritto il testo. De Piscopo ha aggiunto: “Sicuramente Loredana ne era ignara”, ma ha rincarato: “Quando l'ho sentito ieri in tv sono rimasto incredulo. La cosa che mi ha scolvolto è che sono gli stessi autori di 20 anni fa, Avogadro e Radius, e la stessa etichetta, che è la Nar. Poi mi ha chiamato Ornella Ventura che aveva pensato la stessa cosa. Nei prossimi giorni valuteremo se adire le vie legali. Tra l'altro è un brano che fece storia perchè la copertina fu disegnata da Salvatore Fiume e fu eseguita più volte in tv e fu trasmessa molto anche dalle radio. Non si può rimandare un pezzo pari pari, identico. Io non l'avrei mai fatta una cosa cosi”.
Sempre all’ADN, la (finora) sconosciuta Ornella Ventura sottolinea il suo disappunto nei confronti degli autori e della casa discografica: "Io e Tullio siamo arrabbiati. 'Musica e parole' e' proprio una cover di 'Ultimo segreto'. Io non so cosa dire: non c'è nulla da aggiungere. La musica è identica, la metrica è identica. E' rimasto anche nel testo il 'solo tu, solo tu' dell'epoca. Una cosa allucinante".
PS a proposito: quanta gente c'è in giro nel mondo dello spettacolo che vuol bene a Loredana... (fz)

Rockol.com (27 Feb 2008)
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2/27/2008 2:55 PM
 
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Caso Berté - plagio, dettagli (2)

Il regolamento del Festival, per quanto interpretabile come tutti i regolamenti, prevede che la segnalazione della irregolarità di una canzone avvenga entro 12 ore dalla prima esecuzione della canzone durante una prova ufficiale del Festival. La segnalazione riguardante “Musica e parole” di Loredana Berté sarebbe arrivata dunque troppo tardi per provocare una eliminazione. Però qui non si tratterebbe di un plagio o di una esecuzione pubblica precedente all’esecuzione sanremese, bensì della riproposta della stessa canzone. L’ufficio legale della RAI sta prendendo in esame la vicenda. “Pigramente signora” di Patty Pravo non venne eliminata, ma il regolamento non era lo stesso di oggi.

Rockol.com (27 Feb 2008)
2/28/2008 1:46 PM
 
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11:50 - Il caso Bertè tiene banco al Dopofestival

SANREMO - Il caso dell'esclusione di Loredana Berté dal Festival di Sanremo tiene banco anche al Dopofestival, al quale partecipano Pippo Baudo e numerosi campioni in gara. Il programma di Elio e le storie tese ha fatto ascoltare brevemente sia l'audio di Musica e parole, il pezzo della Berté, sia quello di L'ultimo segreto il brano del 1988 cantato da Ornella Ventura che presenta evidenti somiglianze con la canzone eliminata. Baudo ha brevemente ricostruito la vicenda, definendola un "terremoto", ma anche ribadito che "dopo una lunga riunione è stata presa alla fine la decisione più giusta". Al telefono è intervenuto anche Tullio De Piscopo, produttore del brano della Ventura, che si è detto d'accordo con Baudo sull'assoluta buona fede della Berté: "Metto la mano sul fuoco - ha ribadito - che lei non sapeva niente". All'artista, oltre ad un caloroso applauso della platea del teatro del Casinò di Sanremo, che ospita il Dopofestival, anche la solidarietà dei Finley il gruppo in gara al Festival che questa mattina ha girato un video proprio con la Berté: "Loredana ieri sera ha cantato benissimo e forse è stata proprio la migliore". La Berté potrà in ogni caso eseguire fuori gara il suo brano e domani sera lo proporrà in duetto con Spagna.

Il brano Musica e parole di Loredana Berté è stato escluso dal festival di Sanremo. La cantante si esibirà fuori gara. Lo ha reso l'organizzazione. La vicenda di Musica e Parole, la canzone di Loredana Berté in gara al festival di Sanremo ha avuto l'epilogo previsto. Dopo le verifiche legali e gli accertamenti della commissione selezionatrice il brano è stato escluso dalla gara perché la parte musicale è la stessa del pezzo, firmato da Alberto Radius e Oscar Avogadro nel 1988 per Ornella Ventura. Proprio in considerazione del delicato momento personale di Loredana Berté su richiesta di Baudo, alla Berté sarà consentito di esibirsi fuori gara, sia domani, in duetto con Spagna che sabato. A dare la notizia sono stati stasera Giampiero Raveggi, capo struttura di Raiuno e Pippo Baudo.

In un comunicato la Rai ricostruisce così la vicenda: "nel corso della conferenza stampa di oggi, l'Organizzazione del Festival della Canzone di Sanremo è venuta a conoscenza della possibilità che Musica e parole poteva avere analogie e somiglianze con un brano già edito dal titolo L'ultimo segreto del 1988.L'Organizzazione, pur non essendo stata formalizzata alcuna denuncia su questo episodio da nessuna casa discografica ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 8 del regolamento del Festival, ha avviato una serie di accertamenti per verificare i fatti. Avendo trovato conferme ufficiali presso la Siae e la Discoteca Nazionale di Stato del fatto che in un LP dal titolo Ultimo Segreto figurava un brano dal titolo Sesto Senso (autori Oscar Avogadro e Alberto Radius) prodotto da Tullio De Piscopo e Alberto Radius e verificato che il brano presenta identità del tema musicale con la canzone Musica e parole (autori Avogadro, Radius e Bertè) presentata nel 58º Festival ha deciso di escludere il brano Musica e parole dalla gara. L'Organizzazione, valutando la popolarità della cantante e raccogliendo l'invito del Direttore Artistico ha deciso di consentire, comunque fuori gara, l'esibizione dell'artista". Fin qui l'ufficialità. "Ho parlato con Loredana nel pomeriggio e non è stato un incontro facile - ha raccontato Baudo - Lei si è disperata e mi ha giurato di essere stata truffata. In questa vicenda era importante tutelare il lato umano e credo di aver interpretato anche la volontà della stampa chiedendo di permettere a Loredana di cantare fuori gara". Baudo ha parlato anche con Alberto Radius che ha portato il brano a Baudo per sottoporlo alla selezione. "Si è arrampicato sugli specchi - racconta - ha detto che non si ricordava che fosse già stato pubblicato". Gli fa eco Raveggi: "tutti gli autori dei brani in gara firmano un documento che certifica che le canzoni abbiano i requisiti per partecipare alla gara. In questo caso Radius, Avogadro hanno dichiarato il falso. La Rai si riserva di adire le vie legali nei confronti dei due autori e dell'editore che è lo stesso sia di quello del 1988 che di quello della Berté".


Ansa
2/28/2008 1:47 PM
 
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Ascolti flop e Baudo dice parolacce


Nel giorno in cui gli ascolti scendono ancora, confermando il flop di Sanremo, in sala stampa all'Ariston è di scena il 'Baudo furioso'. Il pubblico vuole lo scandalo perché è ormai abituato a una programmazione di scarsa qualità, ma se assecondiamo questa linea "avremo un'Italia di merda", tuona il conduttore, chiamando tutti a una "crociata" per una tv migliore. Ma il vero interrogativo riguarda il futuro del festival, "stretto tra Scilla e Cariddi", tra le esigenze del Comune ligure e i diktat dei discografici, ammette il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Per lui Sanremo non si tocca, ma va riscritto, purché "non diventi né Amici né Castrocaro". I numeri sono impietosi: la seconda serata ha avuto 8 milioni 271 mila telespettatori con il 29.72% di share nella prima parte (oltre 1 milione e più di 5 punti in meno rispetto all'esordio) e 4 milioni 925 mila con il 37.48% nella seconda, con una media del 32.33% che è ancora una volta il record negativo dell'era Auditel. Baudo, volto provato ma voce stentorea, sbotta: "La qualità è difficile da far passare. L'evento non esiste più se non ha un aspetto scandalistico. Se avessi litigato con Chiambretti, come è accaduto a Miss Italia, il pubblico si sarebbe acceso. Allora scazzottiamoci, sputiamoci in faccia: ma così il pubblico lo imbarbariamo, lo fottiamo e avremo un'Italia di merda".

Superpippo sa che la formula va rivista: "Si possono ridurre i Big a 12-15 cantanti, si possono portare i Giovani a 8, per rendere la gara più compatta: gli ascolti dimostrano che fino alle 23 il pubblico ci segue". Ma per carità, niente festival dedicato solo alle 'nuove proposte', come vorrebbe la Fimi: "Amici è una grande palestra, ma alla fine non riesce a lanciare mai nessuno", dice Baudo. Del Noce è d'accordo: "Se si trasformasse il festival in Amici o Castrocaro, nel giro di un po' di tempo sparirebbero tutte queste trasmissioni". La soluzione sarebbe piuttosto spingere l'acceleratore su una gara a eliminazione: "L'ascolto aumenterebbe se i cantanti accettassero il rischio di uscire, come hanno fatto in passato anche i Celentano o i Morandi. Ma oggi le case discografiche mettono limiti continui, è sempre più difficile". "Non hanno neanche voluto la classifica alla fine delle serate", aggiunge Baudo. Inutile, però, provare a 'stuzzicare' Del Noce ricordandogli che la formula reality, con i cantanti divisi in categorie e soggetti ogni sera a eliminazione, portò fortuna nel 2005 al Sanremo di Paolo Bonolis. Il direttore di rete non cade nella trappola, dopo le polemiche dello scorso anno sui presunti contatti già avviati con l'ex re di Affari tuoi ("Ho sempre detto che il festival è per natura troppo uguale a se stesso") e conferma "piena fiducia a Baudo. Anzi - aggiunge - in questo momento gli sono particolarmente vicino: è un grande artista che merita rispetto come ne merita il festival".

Di fronte una crisi che "viene da lontano", trovare una soluzione per rilanciare Sanremo non sarà semplice, specie "se ognuno rimane arroccato sulle sue posizioni. Se si concretizza il boicottaggio dei discografici - dice sconsolato Del Noce - sarà difficile andare avanti. Sarebbe come se i club non mettessero a disposizione i calciatori per i Mondiali". Ma anche il Comune di Sanremo, che considera "irrinunciabile" spalmare l'evento su cinque serate, dovrà forse fare qualche passo indietro. La convenzione scade a fine anno e Del Noce, pur parlando "solo da consulente", sottolinea: "Dovremo valutare se alcuni punti o la totalità dell'accordo sono irrinunciabili o meno".

Ansa
2/28/2008 4:02 PM
 
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14:27 - I discografici: Bertè canti, ma resti un unicum

[IMG]http://i25.tinypic.com/k2hkk1.jpg[/IMG]

SANREMO - Loredana Berté canti pure fuori gara Musica e parole, il brano escluso dal festival di Sanremo, ma il caso resti un unicum: lo hanno sottolineato i rappresentanti delle case discografiche, Fimi, Pmi e Afi, dopo aver lanciato a titolo di provocazione l'ipotesi che gli altri artisti in gara possano farsi in qualche modo squalificare e poi chiedere comunque di restare a Sanremo. "Il problema - ha spiegato in sala stampa a Sanremo Enzo Mazza, presidente della Fimi - non è impedire ad un artista di esibirsi: credo che la musica debba prevalere sempre e comunque. Anzi, se perdiamo l'esibizione di un artista a vantaggio di una con il cane Rex, siamo tutti perdenti. Ma va salvaguardato l'aspetto formale: vogliamo quindi rimarcare che il caso Berté é un unicum, frutto di una situazione improvvisa, anomala". "Alcune nostre etichette - ha detto il presidente dell'Afi, Luigi Barion - si sono lamentate perché la Berté, pur essendo esclusa, avrà la stessa esposizione promozionale degli altri cantanti". Il capostruttura di Raiuno Giampiero Raveggi ha ribadito che l'organizzazione individuerà stasera per l'esibizione della Berté, in duetto con Spagna, "una collocazione ben definita che tuteli gli altri artisti in gara e che evidenzi la particolarità della situazione".

IL CASO BERTE' ANCHE AL DOPOFESTIVAL Il caso dell'esclusione di Loredana Berté dal Festival di Sanremo tiene banco anche al Dopofestival, al quale partecipano Pippo Baudo e numerosi campioni in gara. Il programma di Elio e le storie tese ha fatto ascoltare brevemente sia l'audio di Musica e parole, il pezzo della Berté, sia quello di L'ultimo segreto il brano del 1988 cantato da Ornella Ventura che presenta evidenti somiglianze con la canzone eliminata. Baudo ha brevemente ricostruito la vicenda, definendola un "terremoto", ma anche ribadito che "dopo una lunga riunione è stata presa alla fine la decisione più giusta". Al telefono è intervenuto anche Tullio De Piscopo, produttore del brano della Ventura, che si è detto d'accordo con Baudo sull'assoluta buona fede della Berté: "Metto la mano sul fuoco - ha ribadito - che lei non sapeva niente". All'artista, oltre ad un caloroso applauso della platea del teatro del Casinò di Sanremo, che ospita il Dopofestival, anche la solidarietà dei Finley il gruppo in gara al Festival che questa mattina ha girato un video proprio con la Berté: "Loredana ieri sera ha cantato benissimo e forse è stata proprio la migliore". La Berté potrà in ogni caso eseguire fuori gara il suo brano e domani sera lo proporrà in duetto con Spagna.

ARBORE E MIKE SI SCHIERANO CON BAUDO
Renzo Arbore e Mike Bongiorno sostengono Baudo, dopo le polemiche per il flop di ascolti e lo sfogo del presentatore storico del Festival.
Baudo "ha ragione", la tv "soft, di qualità, elegante, con una bella scenografia e non volgare non attira". Dalla prima pagina del Messaggero, Renzo Arbore si schiera dalla parte di Pippo. Mentre nota la mancanza in tv di giovani "che studiano, lavorano e portano a casa risultati" e denuncia un "decadimento complessivo della qualità e della rappresentazione della realtà". Manca "il gusto", dice.

Pippo "non devi perdere le staffe", dice l'amico e collega Mike Bongiorno. L'altro veterano di Sanremo sceglie le pagine del Corriere della Sera per rincuorare Baudo e dirgli che "non è il caso di preoccuparsi per gli ascolti del Festival". Ma gli ricorda anche che "non deve dire parolacce". E fa un appunto al look: "ma dove hai comprato quello smoking? ". Ormai, ragiona Mike, "c'é una grandissima concorrenza, anche da parte di Sky". Le trasmissioni di grande successo "non fanno più gli ascolti di un tempo". Lui però è convinto che nelle prossime serate "gli ascolti saliranno". A Baudo e a Chiambretti, Mike dice "siete stati bravissimi", "forse avete ecceduto sulle battute, ma siete spiritosi. Avete costituito una nuova coppia in concorrenza con me e Fiorello, potete fare bene". E il Festival, secondo Mike, "non morirà mai", come il Giro d'Italia. L'appunto arriva piuttosto sui vestiti di Baudo, lo smoking ma anche le scarpe: "dovevi comprare un paio di scarpe nuove - lo rimprovera Mike - quelle non andavano mica bene".


Ansa
2/29/2008 12:05 PM
 
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Al Dopofestival, quasi rissa Zampaglione - Frankie HI Nrg

Momenti vivacissimi al Dopofestival dopo le due di questa notte. Frankie HI Nrg ha espresso un parere molto preciso sulla canzone dei Tiromancino e sull'operazione mediatica che ne ha preceduto la presentazione al Festival (“è promozione, costa meno di una campagna scontata; se il pezzo fosse forte quanto è stato pompato all’inizio, sarebbe già il vincitore del Festival”). Qualche minuto dopo si è presentato al Teatro del Casinò, dal quale si stava svolgendo la diretta, Federico Zampaglione, annunciando: “Stavo a una festa, e mi hanno detto che c’era qualcuno che aveva qualcosa da ridire su di me”. Poi, rivolgendosi a Frankie: “Qual è il tuo problema, fratello?”.
La discussione ha subito preso toni rancorosi, in particolare da parte di Zampaglione: “C’è un po’ di rosicata dietro, un po’ d’invidia? Caro amico Frankie, la sensazione che ho è che tu faccia una sorta di discorso demagogico e non si capisce con chi ce l’hai. Io non ho detto che la tua è la solita canzone che fai da dieci anni vendendo sempre meno dischi: ti hanno riciclato al Festival e tu hai sentito l’esigenza di metterti a parlare male di me”.
Per chi ha perso la lite tra i due musicisti e voglia farsene un’idea qui di seguito trovate l'indirizzo di YouTube dove vedere lo spezzone preso dal Dopofestival.




Rockol.com - (29 Feb 2008)






2/29/2008 12:06 PM
 
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Il futuro di SanremoLab

Maurizio Caridi, di Sanremo Promotion, si dice più che soddisfatto dell’esito dei lavori di quest’anno di SanremoLab, che già a marzo aprirà le iscrizioni per la prossima edizione: due delle tre artiste selezionati fra i dodici finalisti (Giua e Ariel) sono arrivati nella finale dei Giovani - peccato per la terza, Valeria Vaglio, non meno meritevole - e il numero degli iscritti indica una tendenza positiva. Igor Varnero ribadisce l’intento del Comune di Sanremo di lavorare in direzione di un progetto più ampio e articolato, sia in termini di attività educative e didattiche da svolgersi a Sanremo, sia in forma di tour dei giovani di Sanremolab.
Massimo Cotto riassume le modalità di accesso a SanremoLab, e precisa che non esistono canzoni per Sanremo e canzoni “altre”, ma solo canzoni belle e brutte.
Giua: “Per me SanremoLab è stata l’occasione di conoscere altri artisti giovani, e per arrivare preparata al meccanismo del Festival”. Ariel: “Consiglio a tutti questa esperienza, abbiamo imparato cose importanti e ricevuto buoni consigli”. Valeria Vaglio: “Sono sempre stata scettica nei confronti dei concorsi, musicali e non. Molti artisti bravi sono stati vittime di certi meccanismi scorretti di certi concorsi. Poi ho scoperto che le persone della commissione sono persone gentili, umane, con le quali si può parlare”.
Maurilio Giordana, di Radio 103, componente della commissione di SanremoLab: “Secondo me le canzoni dei dodici finalisti di Sanremolab hanno tutte potenzialità radiofoniche, credo che siano state scelte con criteri corretti e non di parte”.
Massimo Cotto: “Insegnare il talento è impossibile, noi cercheremo di riconoscerlo quando lo vedremo”.

Rockol.com - (29 Feb 2008)






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Minghi, 40 anni di carriera, 25 di Festival

Amedeo Minghi ha presentato alla sala stampa il suo ultimo cd con il quale festeggia 40 anni di carriera. “Quest’anno festeggio le nozze d’argento anche con il Festival – ha esordito Minghi. - 25 anni fa portavo in gara 1950. Nel nuovo album ci sono anche 4 brani inediti e alcune cover di canzoni che avrei voluto scrivere io come “Stand by me”. Tra le partecipazioni mi èpiace ricordare quelle di Serena Autieri e Lino Banfi. C’è anche Rossana Casale che ha cantato la sigla di Fantaghirò. Non mancano Mietta e Khorakane che produco e che qui l’anno scorso non hanno avuto fortuna. Si tratta di un cd live registrato con l’orchestra sinfonica e coro diretti dal maestro Renato Serio presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma il 2 febbraio scorso”. “L’album si intitola “40 anni di me con voi” e ha un sottotitolo: “Cuori di pace in Medio Oriente”. Credo che la musica debba superare l’espessione puramente estetica per diventare messagera di pace e giustizia. Infatti vorrei concludere il progetto a Gerusalemme davanti alla Porta Santa duettando con la cantante israeliana Gabriel Orit e al palestinese Abu Jaleela”.

Rockol.com (29 Feb 2008)





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2/29/2008 7:37 PM
 
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I Pooh celebrano 42 anni di carriera

I Pooh, superospiti di stasera, arrivano all’Ariston con un disco al primo posto in classifica da oltre tre settimane: da oggi sarà in vendita, in tiratura limitata, la versione in vinile di “Beat ReGeneration”. “Torniamo a Sanremo dopo quasi 20 anni” esordisce Roby Facchinetti “e faremo un excursus sulla nostra storia musicale che dura da 42 anni”. Red Canzian: “Nella storia dei Pooh ci sono state tante piccole magie. Siamo stati tenaci e bravi; nel 1990, dopo un periodo di crisi, per esempio, ‘Uomini soli’ ci ha consentito di ripartire. E’ successo altre volte. Come dice Stefano, la fortuna è importante, ma anche il culo non guasta”. Dodi Battaglia, infine, non può esimersi da un commento circa l’eliminazione del figlio Daniele dai Giovani in gara: “L’ho vissuta con la consapevolezza che molte fortunate carriere sono iniziate con un insuccesso sanremese".

Rockol.com (29 Feb 2008)





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Addio al Festival flop: ascolti mai così bassi

SANREMO (2 marzo) - Addio al festival dei flop: neanche la finale di Sanremo riesce a superare il tetto dei 10 milioni di spettatori. L'ultima serata del festival, dove hanno trionfato Giò Di Ponno e Lola Ponce, è stata seguita sabto su Raiuno da 9 milioni 641 mila telespettatori, pari al 39.47% di share, nella prima parte e da 6 milioni 923 mila nella seconda, con il 52.89%. Un nuovo record negativo, dopo i bassi ascolti delle serate precedenti, per l'era Auditel. In prime time, Raiuno ha raccolto il 32.32%. La media delle due parti è stata del 44.90% con 8 milioni 124 mila.

La media delle cinque serate risulta così pari al 35.44% con 6 milioni 612 mila spettatori. Sabto sera il picco in termini di share (74.54%) è stato raggiunto all'1:20 durante la proclamazione dei vincitori; la punta massima in valori assoluti alle 22:30, con 11 milioni 656 mila spettatori, durante la clip del film di Carlo Verdone. Nel 2007 la finalissima del festival di Pippo Baudo e Michelle Hunziker aveva ottenuto 12 milioni 408 mila telespettatori pari al 48.78% di share nella prima parte e 9 milioni 143 mila con il 61.67% nella seconda. La media ponderata era stata del 54.27%.

«Una serata bella come quella di ieri non merita dieci punti in meno di quella dell'anno scorso». Fabrizio Del Noce commenta così l'ascolto della finale di Sanremo 2008 a suo avviso sproporzionato rispetto alla qualità e al gradimento dello spettacolo fornito da Raiuno. «Per il resto - aggiunge Del Noce - non ho nulla dire in più di quello che ho detto nei giorni scorsi. Anche ieri il direttore generale Cappon ha confermato la linea che l'aziendale intende tenere nelle prossime fasi per il futuro del festival».

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3/2/2008 1:03 PM
 
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Lola e Giò, trionfa la coppia musical

di Simona Orlando
SANREMO (2 marzo) - Fingiamo sorpresa: trionfano Lola Ponce e Giò di Tonno, la sexy argentina e “l’insuperabile” che si spezza con un grissino, per citare Chiambretti.

Erano cinque giorni che girava voce e non solo perché le scommesse li davano per vincenti, piuttosto perché la coppia è prevedibile in tutto e per tutto, ha gli ingredienti dududu dadada che solitamente soddisfano il pubblico sanremese. Amore in scatoletta, stucchevole, cantato da due figurini vocalmente dotati in “Colpo di fulmine”, brano scritto da Gianna Nannini in replica alla sua fortunata “Sei nell’anima” (ma lì, a impreziosire il testo, c’era il poetico Pacifico) e somigliante a “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri. Bisognerebbe intanto capire perché due interpreti di “Notre Dame de Paris”siano da considerarsi big, ma sono piaciuti ed è con questo che si fa i conti: hanno gradito le signore impellicciate dell’Ariston, i pensionati del lungomare della città dei fiori, gli adolescenti che sognano di stringersi le mani e smuovere l’ugola in un musical. Anna Tatangelo, la guagliona che a ventuno anni ne dimostra quaranta, artefatta e qualunquista in “Il mio amico” (ossia l’omosessualità trattata con commiserazione) arriva seconda, seguita al terzo posto da Fabrizio Moro con “Eppure mi hai cambiato la vita”, ballata di vaschiana ispirazione, personalizzata da una esibizione sincera.

Seguono Toto Cutugno con “Un falco chiuso in gabbia”, i Finley con “Ricordi”, Paolo Meneguzzi con “Grande”, Sergio Cammariere con la sofisticata bossa nova di “L’amore non si spiega”, Gianluca Grignani con il brano on the road “Cammina nel sole”, Little Tony con “Non finisce qui” e Eugenio Bennato con la taranta “Grande sud”. In fondo però l’ordine della classifica conta tradizionalmente poco: è un vezzo, una nota nella storia del Festival e agli artisti interesseranno di più i futuri passaggi in radio e i concerti prenotati per la prossima estate.

Più della vittoria lascia stupiti l’insulto alla platea dello stralunato Tricarico (“Stronzi”, immediatamente rimosso dalla memoria collettiva e rimasto inspiegato), al quale comunque va il premio della critica Mia Martini, perché la sua “Vita tranquilla” è arrivata come un pugno nello stomaco malgrado le stonature, o forse grazie alle stonature, in questo caso pure irruzioni dell’anima nella voce. Altro momento di tensione sul palco c’è stato con Frankie Hi NRG, che dopo essersi esibito nel rap western “Rivoluzione” ha esibito polemicamente il vinile “Storia di un impiegato” di De André a Mughini e Fede secondo i quali la rivoluzione non si farebbe con la musica.
La coppia di fatto dell’Ariston (ovvero i “cugini di campagna elettorale”, membri del Partito Discografico) stasera ce l’ha messa tutta, ha cercato di fare una proposta più asciutta, di spezzare meno il ritmo musicale. Una partenza per ricordare le morti bianche, poi però lo spettacolo doveva continuare. Hanno gettato Carlo Verdone (che la scorsa volta, da scout, aveva avuto problemi con l’audio) e Claudia Gerini come scialuppa di salvataggio per gli ascolti e loro hanno portato a galla i coniugi coatti e volgarotti Enza e Moreno, tutta Suv e cellulare, che “l’hanno fatto strano” cimentandosi in “Fortune Teller” dei Rolling Stones. Raimondo Vianello e Sandra Mondani hanno poi ricevuto il Premio alla creatività della Siae, e gli Elii si sono esibiti in versione rossiniana con “Il Barbiere di Siviglia”.

E anche questo Festival è passato, tra polemiche e delusioni (nemmeno l’esercito della salvezza dei superospiti italiani ieri è riuscito a convincere più di sette milioni di spettatori), crisi di nervi (Baudo-Chiambretti provati dalla guerra dell’Auditel soap contro pop), litigi in diretta (Fegiz-Cutugno, Frankie HI NRG-Tiromancino) e colpi di scena (l’esclusione della Berté). Un’edizione che a livello di conduzione è stata migliore di altre eppure ha sofferto, arrancato, vissuto in un’atmosfera apocalittica, fino a far implorare la ridiscussione di una formula ormai obsoleta. Perché sono tutti d’accordo sulla noia fisiologica che uno spettacolo di oltre quattro ore provoca, sull’ingolfamento dovuto a dilatazioni, inutili balletti e salamelecchi, telepromozioni e pubblicità. Soprattutto però va rivista la gara, che gara non sembrerà finché mancherà la classifica parziale dei concorrenti e finché si ignoreranno le elementari tecniche di suspense che tengono alta tensione e attenzione. Poi, magari, una giuria di qualità più competente, che non doppi il gusto popolare e sappia cogliere alcune sfumature, non guasterebbe. (quest’anno fra i giudici c’erano Emilio Fede, Gloria Guida, Nicolas Vaporidis, Federico Moccia, Giampiero Mughini, la nuotatrice Alessia Filippi).

Intanto le bombe intelligenti lanciate nell’etere, volenti e nolenti, colpiranno e si canteranno, i brani si sviliranno in suonerie, gli artisti si sparpaglieranno fra sagre di paese e discoteche all’aperto. Bisogna solo capire quale sorte toccherà a Pippo Baudo, che rimane l’unico in grado di gestire il Festival e le sue varianti impazzite e che è quantomeno inelegante vedere andare via con un tonfo e non un trionfo. In fondo, i nomi che si bisbigliano per la prossima edizione (si spera accorciata da cinque a tre giorni) sono quelli di Paolo Bonolis e Carlo Conti (trasformiamo il festival in uno show a metà fra Miss Italia e un quiz?) che non garantiscono un aumento degli ascolti, mentre il sogno vero di Mamma Rai, quasi un’ossessione anzi, è quello di convincere il prodigioso Fiorello.

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3/2/2008 2:14 PM
 
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hem...quindi è finito? [SM=g27833]

Cavolo non l'ho visto per niente.... [SM=x407632]
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3/2/2008 4:12 PM
 
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a me nn piace...
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qualche volte l'ho guardato...altri anni...ma ultimamente la tivù la guardo pochissimo...
3/10/2008 12:00 PM
 
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La più assurda di Sanremo

Cosa non… feci per Sanremo! Si dice che una cantante non sia riuscita a raggiungere il bagno e si sia accontentata del corridoio.

Insinuano infatti che Loredana Bertè, dopo la squalifica della sua canzone, avesse fatto un bisognino nel corridoio dell’Hotel Royal (Vanity Fair).


[SM=g27820]
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3/10/2008 3:02 PM
 
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.......
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3/11/2008 12:44 AM
 
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ma ke skifo...quella si sapeva ke era pazza però...
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3/11/2008 11:08 AM
 
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Per i lettori di Rockol doveva vincere...

E' una classifica finale non propriamente capovolta, ma decisamente stravolta quella che - secondo i lettori di Rockol - avrebbe dovuto caratterizzare l'edizione del festival di Sanremo appena conclusasi: i navigatori di queste pagine che hanno preso parte a un'indagine pubblicata nella nostra sezione sondaggi hanno infatti accordato il maggior numero di preferenze a "Una vita tranquilla" di Tricarico (23% dei voti), seguito da "Il solito sesso" di Max Gazzé (18%), "Rivoluzione" di Frankie Hi-NRG (14%), "Basta!" di L'Aura ex aequo con "Eppure mi hai cambiato la vita" di Fabrizio Moro (9%), e "L'amore non si spiega" di Sergio Cammariere, parimerito al 5% con "Cammina nel sole" di Gianluca Grignani, "A ferro e fuoco" di Mario Venuti e "Il mio amico" di Anna Tatangelo". Rimangono al palo gli altri concorrenti, compresi i trionfatori sul palco del teatro Ariston Giò Di Tonno e Lola Ponce con "Colpo di fulmine".

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3/11/2008 1:53 PM
 
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certo che i personaggi famosi quando passano in secondo piano...schizzano di brutto!!!
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