Attuality and Society
printprintFacebook



GEMELLAGGI

BENVENUTI

SVC



Micronazione Repubblica Cisalpina



Pensieri, parole, frasi celebri....
<<...nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!>>
New Thread
Reply
 
Previous page | 1 | Next page
Print | Email Notification    
Author
Facebook  

Energia Nucleare: è l'alternativa giusta?

Last Update: 12/10/2008 4:07 PM
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
1/8/2008 5:21 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Qualcuno(ovviamente non faccio nomi), esprimendo il suo punto di vista ha detto:

Il mondo è pieno di centrali nucleari, le uniche attualmente al passo con i tempi, che con un minimo consumo e inquinamento producono energia sufficiente ad intere nazioni. Credo che sia ora che l'Italia si svegli.


Allora vorrei dire....

E con le scorie cosa ci facciamo? Costruiamo delle centrali autofertilizzanti, così se fanno il botto fanno più rumore? E poi le scorie restano, facciamo come gli Usa che le buttano sotto terra e poi chi sè visto sè visto? Oppure come il Jappone che le butta nei fondali oceanici e poi guarda caso ci viene il cancro mangiando il pesce?

No, mi dispiace, per me il nucleare è fallito ancora prima di cominciare. Serve solo ad agonizzare e morire più lentamente.
Oltretutto l'Italia dovrebbe idebitarsi all'infinito: le centrali hanno dei costi assurdi. Vanno completamente rinnovate ogni 15/20 anni massimo e quando succede ciò devono essere completamente smantellate, e tutto quel materiale (mattone su mattone) è radioattivo per centinaia di anni!

E' vero ci sono centrali in Francia e se esplode una di esse ci prende in pieno, ma avete idea della differenza che c'è tra il vivere a Chernobyl o a 100/200 o 500 km da li?! Quando è esplosa la centrale vi è stato versato sopra una colata di cemento immensa, nel far ciò sono morte 10.000 persone e 42.000 sono rimaste invalide.

Capisco che si abbia fede nella scienza, ma io di una bomba atomica non mi fido nemmeno se mi garantiscono che dentro non c'è uranio.






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



Marzia RoncacciTELEGIORNALISTE FANS FORU...10 pt.10/18/2019 2:13 PM by barto91
Ciao a tutti!Honda Dominator5 pt.10/18/2019 10:46 AM by paolino-76
Problema nella casella di posta su EFPAssistenza FreeForumZone5 pt.10/17/2019 9:26 PM by Spettro94
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
1/8/2008 5:24 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

E poi, ma porca l'oca, in italia ci sono ancora le scorie delle centrali chiuse da decenni!

I prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000.






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



1/10/2008 3:47 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Beh, pure da queste parti in una zona industriale, hanno sotterrato i resti di un'industria andata in fiamme anni fa...sai quante ce n'è lì di scorie...mica miciomiciobaubau...

Guarda
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
1/10/2008 4:00 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

scorie radioattive?? e che facevano in questa industria...






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
1/10/2008 4:28 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

...sarebbe ora che chi fa certe affermazioni... si informasse sul fatto che di uranio.. siamo piu' scarsi che nn di petrolio..!!!!
(nn lo dico io e nemmeno un politico..ma uno scienziato che lavora sull'analisi delle scorte energetiche)

..un grande quantitativo di centrali attualmente in uso sfrutta l'uranio ricavato dalla messa fuori usodelle testate nucleari...

..in italia si rischierebbe di costruire le centrali...spendendo un sacco di €uri...ed ariicchendo qualcuno [SM=g27816] per costruire le centrali... comperare un po' di uranio che poi nn sapremo (ufficialmente) dove smaltire...

..per poi trovarci punto a capo dopo pochi anni...
..purtroppo..e come sempre...l'informazione in italia e' troppo politicizzata.. [SM=g27812]
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
1/14/2008 8:23 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Di uranio puro, ce ne sarebbe a sufficienza per circa un secolo.. Non considerando la proliferazione di migliaia di centrali, ma nemmeno considerando che si potrebbero trovare nuovi "giacimenti".

In secondo luogo, esistono le centrali autofertilizzanti, che usano le scorie delle centrali nucleari per produrre nuova energia. Tali scorie possono essere riutilizzate per diverse volte e questo porterebbe ad avere autonomia energetica di un paio di secoli, almeno.

Ma non è questo che mi interessa. Anche perchè le centrali autofertilizzanti sono ancora più pericolose e trasportare materiale radiottivo a destra e a manca non è il massimo.






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
1/14/2008 8:24 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Comunque nel mondo, con le centrali nucleari, si produce solo il 16% dell'energia totale.






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
Post: 9,489
Post: 2,765
Registered in: 7/28/2006
Registered in: 11/11/2007
Location: BIENNO
Age: 37
Gender: Female
Admin
5/22/2008 8:57 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione". Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, spiegando che "non è più eludibile un piano di azione", e ricordando che si tratta di un "solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione".
Unico modo per produrre energia - "Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente", ha spiegato il ministro - applaudito dalla platea - ribadendo la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi". Parlando più in generale di energia, Scajola ha ricordato che "l'obiettivo della crescita non può essere conseguito senza affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità" la questione, anche alla luce della "particolare vulnerabilità dell'Italia".

Occorrono costi competitivi - Il Paese ha bisogno di energia "a costi competitivi, in quantità adeguate e in condizioni certe, aggiunge Scajola: la bolletta energetica pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale". Il ministro ha spiegato che "bisogna agire con forza lungo tre direttrici: diversificazione, infrastrutture e internazionalizzazione". Per raggiungere gli obiettivi e "rilanciare gli investimenti semplificheremo gli iter autorizzativi, promuoveremo il dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti".

Estendere l'uso dei termovalorizzatori - E in questa azione, sarà consentita anche la possibilità di "estendere l'uso dei termovalorizzatori per la produzione di energia, ottimizzando il ciclo dei rifiuti". "Ereditiamo inefficienze e ritardi, accumulati negli ultimi 20 anni dall'ultimo piano energetico nazionale: è ora di voltare pagina", ha proseguito annunciando una "strategia energetica nazionale" che "sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente".

L'Enel: "Tecnicamente siamo pronti" - L'amministratore delegato dell'Enel Fulvio replica così alle parole di Scajola: "Siamo pronti ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile" ha proseguito, spiegando che serve però "un quadro normativo aggiornato ed una forte spinta di condivisione al progetto da parte del territorio" interessato.

Realacci (Pd): "Il Governo perderà voti - Sulla questione Interviene anche il ministro ombra dell'Ambiente del Pd Ermete Realacci. "Finalmente il governo ha detto qualcosa che gli farà perdere voti", commenta. "Pensare di portare in cinque anni il nucleare in Italia - ha detto Realacci - è qualcosa di ideologico, una battaglia come quella per l'art.18, che sappiamo come è andata a finire".

tiscali






Moderatrice di





5/26/2008 12:43 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote



«Siamo pronti a discutere col governo, se ci chiama». Il presidente del Lazio, Piero Marrazzo, apre all'ipotesi che una nuova centrale nucleare possa venire costruita sul territorio del Lazio. Marrazzo, parlando con l'agenzia Ansa, ricorda comunque che «abbiamo la centrale a carbone di Civitavecchia, che è una struttura energetica importante». Allo stesso tempo, «la Regione sta investendo molte risorse per garantire una produzione di energia rinnovabile del 20%».

Montalto di Castro. A metà degli anni '80 erano in funzione in Italia quattro centrali nucleari: Caorso, Garigliano, Latina e Trino Vercellese. Nel Lazio, prima del no al nucleare sancito dal referendum del novembre 1987, era poi in costruzione la centrale atomica di Montalto di Castro. Dopo l'abbandono sancito dalla consultazione popolare, l'impianto fu riconvertito (secondo stime del Sole 24 ore con un costo di oltre 10mila miliardi di vecchie lire) e oggi funziona a olio combusibile o gas metano.

La centrale di Latina. L'impianto di Borgo Sabotino, prima centrale nucleare a entrare in funzione in Italia, è rimasta attiva dai primi anni '60 fino al novembre dell'87. All'epoca dell'entrata in servizio, era il reattore più grande in Europa. Nel 2000 la Sogin, la società che si occupa del trattamento delle scorie nucleari, ha presentato un progetto di smantellamento dell’impianto.

La ricerca dei siti. Intanto, all'indomani dell'annuncio del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, sul riavvio della costruzione di nuove centrali nucleari in Italia entro il 2013, tutti si chiedono dove verranno costruiti i nuovi impianti e soprattutto dove verrà localizzato il deposito per le scorie radioattive. «Mi piacerebbe sapere dove si costruiranno» le centrali, dice anche il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia. Alla domanda stanno cominciando a rispondere i governatori delle regioni italiane. Numerosi studi di esperti di settore suggeriscono una localizzazione delle centrali in luoghi scarsamente popolati, ricchi di risorse idriche (mari e fiumi), facilmente approvigionabili.

La mappa dei sì e dei no. Ma in Italia, anche in presenza di siti ideali, la costruzione di infrastrutture energetiche si è spesso scontrata con i no delle amministrazioni locali, timorose delle ripercussioni sulla salute dei cittadini. Alcune aperture da presidenti di regione, oltre a quella di Marrazzo, comunque sono arrivate: una sorta di partito dei possibilisti, trasversale agli schieramenti politici e presente dal Veneto alla Calabria, passando per la Liguria. Ecco un primo quadro delle regioni che hanno aperto all'atomo e di quelle che invece preferiscono puntare su ricerca e rinnovabili.

Veneto. Primo a esporsi il presidente Pdl del Veneto, Giancarlo Galan: «Nucleare in Veneto? perché no», a patto di trovare il posto giusto. Un'ipotesi potrebbe essere Porto Tolle: per Galan «lì sarebbe stato meglio non costruire, ma visto che c'è una centrale, perchè non nucleare, piuttosto che a carbone?».

Liguria. Atomo promosso anche dal presidente Claudio Burlando (Pd): «Sì al nucleare italiano perché lo consumiamo, pagandolo molto di più degli altri Paesi europei che posseggono impianti, correndo gli stessi rischi dei vicini francesi».

Calabria. Agazio Loiero (Pd) ha affermato che «il problema energetico è drammatico, anche a causa del petrolio che ha raggiunto cifre da capogiro, e non sono contrario a risolverlo anche con centrali nucleari». Bisogna però «verificare la compatibilità di queste centrali con il territorio».

Piemonte. Pù defilata Mercedes Bresso (Pd). Nessuna chiusura ideologica ma l'esigenza di dare precedenza alla ricerca per trovare vie alternative e nel frattempo seguire massicciamente la via della produzione di energie rinnovabili. Anche perché i timori restano: «Nel malaugurato caso di incidente, per la pianura Padana sarebbe una catastrofe, sarebbe praticamente cancellata».

Toscana. «Il nucleare è una scelta che guarda più al passato che al futuro», il no più secco arriva dal presidente toscano, Claudio Martini (Pd), secondo il quale «costruire adesso nuove centrali vuol dire utilizzare vecchie tecnologie che comportano rischi».

Marche. Il presidente Pd Gian Mario Spacca sottolinea che «il nucleare non è previsto tra le forme di produzione d'energia che la programmazione regionale promuove o persegue» e ribadisce le priorità della Regione: «risparmio, rinnovabili e cogenerazione».

Campania. «È molto meglio puntare sulle energie rinnovabili», spiega Andrea Cozzolino, assessore alle attività produttive nella giunta Pd, soprattutto perché l'atomo richiederebbe «un arco di tempo incongruente rispetto alle urgenze poste dalla tumultuosità del mercato dei combustibili fossili».




IlMessaggero.it
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
5/26/2008 2:49 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

E il governo Berlusconi pare convinto del Nucleare, ma credo sia una pazzia, e come tale non verrà mai realizzata.






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
5/26/2008 2:58 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Veronesi: "Nucleare inevitabile"
Senatore Pd: una scelta obbligata
"Il nucleare è inevitabile, una scelta obbligatoria per tutto il mondo, non solo per l'Italia. Non è un problema nostro, tutto il pianeta ne ha bisogno". Lo ha detto l'oncologo e senatore del Pd Umberto Veronesi all'annuncio fatto ieri dal ministro per le Attività produttive Claudio Scajola, a margine di un convegno scientifico a Genova. "Il nucleare è necessario - ha proseguito Veronesi - per una corretta politica energetica globale".


Il celebre oncologo e senatore del Pd non ha dubbi che, in materia d'energia, si debba prendere la direzione del nucleare. L'annucio del ministro Scajola ha aperto il dibattito e all'interno degli schieramenti. Quella di Veronesi trova naturalmente grati consensi nella maggioranza e contrasta con il muro dei "no" nell'opposizione. I verdi, in particolare, con Ermete Realacci in prima linea a contrastare l'adozione del nucleare.

''Le sirene del nucleare non ci convincono. Abbiamo ancora il problema di come smaltire le vecchie scorie e non possiamo ripartire da zero. E' un rischio che l'Italia non puo' correre''. Lo afferma il senatore Felice Belisario, presidente del Gruppo di Italia dei Valori a palazzo Madama.''Questo nucleare - aggiunge - non è ancora sicuro. Bisogna investire sulle fonti alternative e rinnovabili. Siamo al centro del Mediterraneo e abbiamo delle risorse naturali incredibili come il sole e il vento. Valorizziamo le tecnologie già sperimentate, le energie pulite e intanto proseguiamo nella ricerca sul nucleare di quarta generazione''.

''L'Italia ha bisogno di risolvere il problema dell'energia e l'approdo al nucleare è l'unica soluzione possibile - lo afferma il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi -. Il confronto su questo tema è aperto e deve essere sgombro da pregiudizi ideologici. Gli impianti di nuova generazione garantiscono sicurezza e riducono al minimo i rischi''.

''Non bisogna passare da un'impostazione ideologica all'altra. Il nucleare di quarta generazione non è ancora pronto ed è quello che garantirà maggiore sicurezza e meno problemi di stoccaggio per le scorie''. Lo ha detto Giovanna Melandri, ministro ombra delle Comunicazioni. ''Il governo Prodi - ha proseguito - già aveva aperto al nucleare di quarta generazione investendo e coinvolgendo l'Italia in un progetto di ricerca''. '

Per il capigrppo del Pdl alla camera Fabrizio Cicchitto "quello che caratterizza l'inizio di questa legislatura è la traduzione delle parole in decisioni. Sull'energia occorre un confronto di merito e non ideologico. Noi da anni siamo strangolati dal nodo dell'energia, per per due motivi: la importiamo ed è il principale fattore di inflazione''. Riguardo ai tempi e ai costi per la realizzazione delle nuove centrali nucleari, Cicchitto ha risposto: ''Questo è come il discorso dei rifiuti. Se non si comincia non si terminerà mai''.

www.tgcom.mediaset.it






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
5/31/2008 2:12 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

«L'Enel è pronta a far ripartire il nucleare in Italia»


L'amministratore delegato Conti: per la produzione ci bastano 7-8 anni, una volta rimossi tutti i vincoli legislativi

«L'Enel è pronta a far ripartire il nucleare in Italia»
L'Enel sta investendo, usando proprie risorse. Dal 2005 ha assunto 43 ingegneri specializzati nella tecnologia nucleare; tale squadra crescerà fino a 80 persone entro il 2008.

4 dicembre 2007
Fonte: L'Unità

Centrali Nucleari Nel giro di 7-8 anni l'Italia potrà tornare a disporre di energia nucleare, una volta rimossi tutti i vincoli legislativi. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ascoltato ieri alla commissione Attività produttive della Camera. «Se il Parlamento desse l'autorizzazione - ha spiegato- tecnicamente ci vogliono 7-8 anni; tre per l'ingegneria di base e la scelta dei fornitori; 4-5 per la costruzione della centrale». Conti non si nasconde il problema dei costi, che è uno - comunque non il solo - degli ostacoli che si oppongono alla scelta di questa strada.

Ritiene che siano «verificabili». L'Enel sta investendo, usando proprie risorse. Dal 2005 ha assunto 43 ingegneri specializzati nella tecnologia nucleare; tale squadra crescerà fino a 80 persone entro il 2008. «Il nucleare - precisa - è sicuramente conveniente dal punto di vista economico: il costo al MW/h dell'energia prodotta con il nucleare (compresi tutti gli oneri legati al decomissioning, cioè le tecniche di decontaminazione, e alle scorie) può variare da 41 a 52 euro rispetto ai poco più di 50 euro del carbone, ai 70 del gas e ai circa 90 dell'energia prodotta con il petrolio (In Francia dove il 78% dell'energia è nucleare, il prezzo pagato da una piccola impresa è la metà di quello italiano. 61 euro per megawattore contro 128).

Conti ha anche annunciate che l'Enel ha riacquistato le necessarie competenze. «Ci sentiamo pronti - precisa - perché l'Italia possa riprendere questo filone di attività, sempre in una logica di equilibrio e diversificazione delle fonti, anche perché siamo già dipendenti dal nucleare, per il 20% del fabbisogno, che viene da Francia, Svizzera e Slovenia». Le altre fonti sono il termoelettrico per il 59%, di cui 27% carbone, 13,4% ciclo combinato, 18,6% olio; le fonti rinnovabili, per il 30,5%. In polemica con chi taccia l'Enel di nemica dell'ambiente, Conti sostiene che sul fronte delle fonti rinnovabili, l'Ente è «in prima linea».

Resta il fatto che l'Italia è il Paese che importa più energia al mondo. Diverse opzioni, dalle fonti rinnovabili al nucleare, sono sempre più necessarie, considerando che - secondo Conti - difficilmente il prezzo del petrolio potrà diminuire. In conclusione, l'obiettivo di maggior sicurezza energetica, può raggiungersi con approvvigionamenti sufficienti, sicuri e compatibili con l'ambiente, con un approccio integrato, mediante lo sviluppo delle rinnovabili, l'efficienza energetica e, appunto, il nucleare.

Non potendo però contare sul nucleare, per l'Enel, è necessario puntare sul carbone pulito. Conti ha annunciato che l'Ente sta lavorando allo sviluppo della tecnologia per la cattura e il sequestro della CO2 (anidride carbonica) e che dal 1992 sta cercando, senza riuscirci, di fare un rigassificatore («per favore - ha esclamato- facciamone almeno uno».






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



6/24/2008 10:42 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote


Costi, sicurezza, tecnologia e tempi: ecco perché l'atomo è una falsa soluzione in un dossier di Greenpeace, Legambiente e WWF

Il nucleare è la fonte energetica più costosa che ci sia. Non ha risolto nessuno dei problemi di smaltimento delle scorie e di sicurezza degli impianti. Non è la risposta al mutamento climatico. Per Greenpeace, Legambiente e WWF la soluzione per fermare la febbre del pianeta e ridurre la bolletta energetica italiana è molto più semplice dell'opzione nuclearista rilanciata dal ministro Claudio Scajola: è fondata sul risparmio, sull'efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Semplicemente perché è la via più immediata, più economica e sostenibile.

Non è vero, infatti, che il nucleare sia economico. Gran parte del costo dell'elettricità da nucleare è legato al costo di investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato, e richiede tempi di ritorno di circa 20 anni. Se a questo si considerano anche i costi di smaltimento delle scorie e di decommissioning degli impianti i costi diventano addirittura poco calcolabili. Tutti gli studi internazionali mostrano come sia la fonte energetica più costosa. Dove il kWh da nucleare costa apparentemente poco è perché lo Stato si fa carico dei costi per lo smaltimento definitivo delle scorie e per lo smantellamento delle centrali. E sono proprio queste spese ad aver scoraggiato gli investimenti privati negli ultimi decenni.

Tant'è che tutti gli scenari - persino quello dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica - prevedono nei prossimi anni una riduzione del peso dell'atomo nella produzione elettrica mondiale. Secondo le stime dell'Aiea contenute nel rapporto Energy, elettricity, and nuclear power estimates for the period up to 2030 si passerebbe dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030, nonostante la ripresa dei programmi nucleari in alcuni Paesi.

Nucleare e liberalizzazione del mercato sono incompatibili.

Secondo le ultime stime disponibili del DOE statunitense il costo industriale dell'elettricità da nucleare da nuovi impianti è piu' alto rispetto alle fonti tradizionali. Tra costo industriale e sussidi per sostenere il nucleare il costo raggiunge circa gli 80 dollari al MWh.

Secondo l'agenzia di rating Moody's nonostante i generosi incentivi e sussidi negli USA solo uno o due centrali verranno costruite sulla trentina attese.

In Italia, il nucleare non consentirebbe pertanto di ridurre la bolletta energetica. Per renderlo un pezzo consistente della produzione energetica nazionale occorrerebbe costruire da zero tutta la filiera, con un immenso esborso di risorse pubbliche. Servirebbero almeno 10 centrali, per un totale di 10-15mila MW di potenza installata, e tra i 30 e i 50 miliardi di euro di investimenti (con il forte rischio di sottrarre risorse allo sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica), senza dimenticare gli impianti di produzione del combustibile e il deposito per lo smaltimento delle scorie. Anche assumendo uno schema "finlandese" - con un consorzio di industrie consumatrici che si impegna a comprare per lungo tempo elettricità dai produttori nucleari i rischi finanziari, come dimostra proprio il caso finlandese, sarebbero elevatissimi. Le centrali, nella migliore delle ipotesi, entrerebbero in funzione dopo il 2020, e gli investimenti rientrerebbero solo dopo 15 o 20 anni.

Non è vero che il nucleare sia la risposta ai cambiamenti climatici. In Italia, scegliere l'opzione nucleare significherebbe mettere una pietra tombale su qualsiasi prospettiva di riduzione delle emissioni di CO2. Nella migliore delle ipotesi, senza incontrare quindi nessun problema nella localizzazione e nella costruzione delle centrali, il primo impianto entrerebbe in funzione tra almeno 10 anni, e l'obiettivo dichiarato da Enel e Edison è di coprire il 15-20% del fabbisogno elettrico al 2030 con 10-15 centrali. Se la priorità fosse realizzare centrali nucleari, poiché gli investimenti sono economicamente alternativi, dovremmo dire addio agli obiettivi comunitari e vincolanti del 30% di riduzione delle emissioni di CO2, del 20% di produzione energetica da rinnovabili e del 20% di miglioramento dell'efficienza energetica al 2020. Uno scenario che consente di sviluppare imprese innovative, realizzare migliaia di nuovi posti di lavoro nella ricerca e sviluppo, avere città più moderne e pulite, a portata di mano anche nel nostro Paese nonostante il suo grave ritardo rispetto agli obblighi di Kyoto.

Il nucleare, inoltre, può fornire solo elettricità: questa rappresenta il 15% degli usi finali di energia mentre l'85% è costituito da carburanti per i trasporti e calore per riscaldamento e processi industriali.

Non è vero che il nucleare di oggi sia sicuro. Sulla sicurezza degli impianti ancora oggi, a oltre 22 anni dall'incidente di Chernobyl, non esistono garanzie per l'eliminazione del rischio di incidente nucleare e la conseguente contaminazione radioattiva. Nella migliore delle ipotesi discusse a livello internazionale, con esiti positivi di tutti i possibili sviluppi tecnologici attualmente in fase di ricerca, si parla del 2030 per vedere in attività la prima centrale di quarta generazione. Ma le dichiarazioni di Scajola mostrano che nemmeno lui crede alla IV Generazione ("aspetteremo il 2100): una ammissione che il nucleare sicuro è utopia.

Così, stando alle dichiarazioni del ministro per lo sviluppo economico, il governo italiano promuoverebbe a caro prezzo un programma arretrato e insicuro di centrali di terza generazione.

Rimangono tutti i problemi legati alla contaminazione "ordinaria", derivante dal rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento delle centrali, a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi.

Scorie: di nuovo a Scanzano?

Non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall'attività degli impianti o dalla loro dismissione. Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte finora nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivi. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese che conta secondo l'inventario curato da Apat circa 25mila m3 di rifiuti radioattivi, 250 tonnellate di combustibile irraggiato, a cui vanno sommati i circa 1.500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80_90mila m3 di rifiuti che deriverebbero dallo smantellamento delle nostre 4 centrali e degli impianti del ciclo del combustibile. Con quale procedura e garanzie avremo la localizzazione del sito? Sappiamo già la risposta: tornare a Scanzano Jonico.



legambiente.eu
OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
10/27/2008 12:51 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Intanto la Finlandia deve fermare il suo progetto per costruzione di una Centrale Nucleare di nuova generazione. Il progetto slitta al 2012 perché la tecnologia non è ancora sicura e intanto lievita anche il prezzo della centrale che supera 4,5 miliardi di euro.
Intanto l'Italia si lamenta perché i costi di Kyoto (10 miliardi di euro) sarebbero troppo alti.
Per Kyoto sono alti invece per le centrali nucleari no? (una sola costa quanto citato sopra 4.500.000.000 di euro)






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



OFFLINE
Post: 42,725
Post: 26,157
Registered in: 2/28/2004
Registered in: 4/14/2004
Age: 32
Gender: Male
Admin Unico
12/10/2008 4:07 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

… per non parlare, poi, dei recenti incidenti alle centrali nucleari: - Spagna (marzo: fuga radioattiva con visita scolaresca a seguito) - Francia (luglio: 360 Kg di uranio, dal Rodano al Mediterraneo) - Svezia (luglio: incendio distrugge tetto di turbina a vapore) - USA (luglio: ancora problemi alla centrale Vermont Yankee) fonte: ecoalfabeta.blogosfere.it






ADMIN UNICO diAttuality and Society


Vice Amministratore di FORUMANDO


Moderatore sez.ForumGiornale di FORUMANDO



Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 | Next page
New Thread
Reply
Cerca nel forum
... GEMELLAGGI ...
FORUMANDO
+Tutti Siti+
Guglielmotell BLOG
UFOOUTLINE
giuggyna.it

 

Utenti online

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.0.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 3:39 PM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2019 FFZ srl - www.freeforumzone.com