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Teschio del destino.

Last Update: 1/31/2008 10:28 PM
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HONDURAS, 1600 a.c.

Un mattino del marzo 1927 la giovane Anna Mitchelle-Hedges, figlia di un archeologo dilettante, stava giocando tra le rovine dell'antica città Maya di Lubaantum, riportata alla luce qualche anno prima dal padre. A un certo punto, ai piedi di un altare, notò qualcosa di lucido che emergeva dal terreno. Era la parte superiore di uno straordinario e misterioso teschio di cristallo. Alcuni mesi dopo, scavando nei dintorni, venne alla luce anche una mandibola che si incastrata perfettamente in quel cranio. Sebbene non esistano metodi scientifici per la datazione dei cristalli, si pensa che il manufatto possa risalire ad almeno 1600 anni prima di Cristo. Si calcola che ci siano voluti 150 anni di paziente lavoro per levigare con la sabbia un immenso blocco di cristallo di rocca prima di farne emergere la forma perfetta di un teschio. Sicuramente il suo utilizzo era legato a pratiche religiose e magiche ma i dettagli ci sono sconosciuti. Per quanto straordinario, però questo oggetto non è unico. Un secondo teschio vitreo, probabilmente di origini azteche, è conservato al museo di Antropologia di Londra, mentre un terzo cranio di cristallo è esposto al museo dell'Uomo di Parigi.

Il cranio di cristallo è una scultura che rappresenta un cranio umano a grandezza naturale finemente intagliato da un pezzo unico di cristallo di rocca, apparentemente riportato alla luce nell'America centrale. Non se ne conosce nè l'età, nè l'origine nè la funzione originale. A quanto si dice il cranio fu scoperto nel 1927 da Anna Mitchell-Hedges, figlia adottiva dello esploratore e avventuriero inglese Frederick A. Mitchell-Hedges. Pur essendo stato rinvenuto fra i ruderi della città maya Lubaantun, nel Belize (allora Honduras britannico), la sua tecnica è superiore a quella di analoghi manufatti indiani, e questo fatto ha sollevato degli interrogativi in merito alla sua origine. Di un quarzo chiaro e trasparente, con bellissime venature e bollicine interne, il cranio fu intagliato apparentemente senza arnesi di metallo, perchè il microscopio non ha messo in luce nessun graffio di un qualsiasi utensile. La sua superficie è levigata, e può darsi che sia stata lavorata sfregando il quarzo originale con della sabbia. In tal caso però ci sarebbero voluti fino a 150 anni di sforzi costanti da parte di parecchie generazioni di artigiani per portare a termine l'opera. La mascella inferiore è separata e mobile, e le arcate zigomatiche (che vanno dall'incavo degli occhi alla base del cranio) sono state rese cave e servono a incanalare i fasci luminosi in modo da far tremolare di luce l'incavo degli occhi. Tutto l'oggetto è alto circa 13 cm., lungo circa 18 e pesa cinque chili e 188 grammi. Varie caratteristiche anatomiche fanno pensare che il cranio sia stato modellato su quello di una donna. Crani di argilla, legno, osso e conchiglia erano in uso in tutte le civiltà delle Americhe come oggetti rituali connessi con le credenze relative alla morte e alla rinascita. Tuttavia il cranio della Mitchell-Hedges è l'unico esemplare di cristallo articolato e di grandezza naturale, e la fattura e la cura dei particolari realistici sono di gran lunga superiori a quelle di altri crani di cristallo esistenti. Dopo la sua scoperta, vari fenomeni soprannaturali sono stati attribuiti a questo cranio dalla sua scopritrice e da altri che ne sono venuti a contatto. A detta della Mitchell-Hedges, i 300 indiani che lavoravano con lei agli scavi si inginocchiarono e baciarono il terreno quando l'oggetto fu portato alla luce, dopo di che, pregarono e piansero per due settimane. Frank Dorland, un restauratore d'arte che fece vari esperimenti col cranio per sei anni, affermò che una volta un alone lo circondò per parecchi minuti, a volte dei suoni acuti, argentini, simili a scampanellii, riempivano la sua casa, altre volte all'interno del cranio comparivano veli, luci e immagini di crani, volti, montagne e altri oggetti, mentre in altre occasioni esso diventava completamente trasparente e talora ne usciva un odore caratteristico. Tanto lui e la Mitchell-Hedges quanto altri osservatori attribuirono al cranio il potere di influire sui pensieri e sull'umore delle persone. Il problema dell'origine del cranio è reso difficile dall'impossibilità di datarlo coi metodi attuali. Non ci sono per altro molte ragioni per dubitare che si tratti di una produzione dell'America centrale, ammessa la sincerità della famiglia Mitchell-Hedges. I crani erano un motivo artistico comune della regione. Il centro del calendario azteco era un viso privo di tratti caratteristici, i crani delle vittime dei sacrifici degli aztechi erano incrostati a volte di turchese e di ossidiana, e i mixtec usavano il motivo del cranio nella loro oreficeria. Poichè il cranio fu scoperto in quello che si direbbe un complesso di templi, può darsi benissimo che fosse stato usato nei riti religiosi. Quanto alle sue proprietà occulte, non se ne manifestò nessuna nell'anno in cui il cranio fu esposto al Museum of the American Indian di New York agli inizi degli anni '70. C'è da dire però che, mentre ruotava sul suo piedistallo nel museo, produceva degli smaglianti effetti visivi.

Anno 1927, Rovine Maya di Lubaantun (Belize, tra Guatemala e Portorico). Il suo scopritore e' Frederick Mitchell-Hedges, un esploratore inglese, che si trova in Sudamerica alla ricerca di prove sull'esistenza di Atlantide, di cui e' un convinto assertore. Le ricerche proseguivano ormai da alcuni anni (per l'esattezza dal 1924), cosi' l'uomo invito' sua figlia adottiva Anna a raggiungerlo. Fu proprio l'attenzione di quest'ultima, attratta da qualcosa che luccica tra alcune rocce, a portare alla luce un misterioso reperto. E' un Teschio di Cristallo: la perfetta riproduzione di un cranio umano. Il manufatto rappresenta probabilmente un teschio femminile, pesa circa 5kg, e' lungo 18cm, largo 12 ed alto 13, ed e' stato creato partendo da un unico pezzo di quarzo. La precisione e' sconcertante ed enigmatica. Quaranta anni dopo il suo ritrovamento (1970), l'artefatto e' stato oggetto di una serie di test e analisi approfonditi e completi, ad opera di esperti in cristallografia computerizzata nei laboratori dell' Hewlett Packard, con Frank Dorland (un restauratore) in qualita' di supervisore. Emerse che il teschio era stato scolpito lungo l'asse principale del cristallo: una tecnica estremamente avanzata in uso tra i moderni scultori che sfrutta l'asse di simetria su cui si sistemani gli atomi del soldi e che abbassa notevolmente la possibilita' di frantumare il pezzo. Inoltre sulla superficie del teschio non c'era la piu' minima e microscopica graffiatura (che avrebbe quindi provato l'uso di strumenti metallici o moderni). Secondo Dorland la lavorazione era avvenuta utilizzando punte di diamante e tutto era stato rifinito con una miscela abrasiva di polvere di silicio e acqua: ci sarebbero pero' voluti approssivamente 300 anni di lavoro, 24 ore su 24! Attualmente, si e' a conoscenza di 13 teschi di cristallo: l'esemplare di cui vi ho narrato la storia e' ancora nelle mani di Anna Mitchell-Hedges (che periodicamente lo espone ai turisti), un altro e' al British Museum, un altro ancora si trova al Musée de l'Homme di Parigi (estremamente somigliante a quello custodito nel museo londinese -si pensa siano stati acquistati da mercenari messicani alla fine dell'800-), un teschio di cristallo si trova alla Smithsonian Institute of Washington, un cranio originario del Guatemala (del peso di 8 kg) e' posseduto dalla famiglia "Parks" che a sua volta mostra il reperto in giro per gli Stati Uniti, un'altro (anch'esso scoperto nel Guatemala nei primi del '900) e' noto come il "Teschio d'Ametista" perche' scolpito nel quarzo viola (gli studi su di esso hanno dimostrato che e' stato tagliato rispettando l'asse di simetria), gli altri pezzi appartengono a privati ed altri musei mondiali. Fra tutti, il piu' dettagliato e trasparente e' proprio quello di Mitchell-Hedges. La storia ufficiale sul suo ritrovamento ha molti punti oscuri (in nessuna foto dell'epoca appare la figlia dell'esploratore e tantomeno il manufatto). Il mistero su come siano effettivamente create queste fedeli riproduzioni anatomiche resta tuttora irrisolto. Com'e' stato possibile creare simili oggetti? E qual e' il loro scopo? Gli esperti non hanno saputo dare una spiegazione chiara e plausibile a nessun interrogativo. Certo e' che la civilta' Maya considerava questi reperti estremamente importanti e sacri: in alcune raffigurazioni sembrerebbero considerare il teschio come al centro dell'universo. Si dice che i teschi si riuniranno all'inizio della nuova era, nel dicembre del 2012...

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