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<<...nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!>>
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Rifiuti: emergenza!

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Malagrotta, "maglia nera" d'Italia

L´Eurispes: "È la più grande discarica d´Europa e ormai è satura"
di Carlo Alberto Bucci


Dopo Pianura, Malagrotta. L´emergenza rifiuti si sta spostando come un´onda nera da Napoli a Roma. E la discarica alle porte di Roma, la più grande d´Europa - 240 ettari pieni di immondizia che arriva dalla Capitale ma anche da Fiumicino, Ciampino e dalla Città del Vaticano, e che appesta l´aria e avvelena la terra - è diventata la "maglia nera" del Belpaese. Lo sostiene il "Rapporto Italia" dell´Eurispes i cui dati - in cui sono stati fatti confluire anche quelli del progetto "RomaperKyoto" sull´aumento di emissioni di Co2 (più 17,8% in 12 anni) - sono stati pubblicati nel giorno in cui il consiglio dei ministri ha deciso una proroga tecnica del commissariamento per i rifiuti nel Lazio. E in cui il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato i depuratori delle acque reflue urbane nei Comuni di Monterotondo e Mentana in seguito all´inchiesta della procura di Tivoli sugli scarichi nel suolo o sullo stoccaggio dei fanghi.

L´Istituto di studi politici, economici e sociali sottolinea come, nel 2003-2004, il conferimento di rifiuti in discarica - ossia a Malagrotta, ché quelle di Albano, Bracciano e Guidonia hanno un peso risibile - è aumentato nel 6%: un valore superiore alla media nazionale.

L´incremento è oggettivo. È dovuto anche all´aumento delle confezioni (package) da parte dell´industria. E sarebbe anche maggiore se la raccolta della differenziata non avesse fatto registrare un virtuoso aumento: dal 4,5% del 2001 al 20,7 dell´anno scorso, con l´obiettivo del 30 entro la fine dell´anno. «La discarica di Malagrotta presto sarà satura, al ritmo delle 4.500-5000 tonnellate di rifiuti che assorbe ogni giorno» sostiene l´indagine Eurispes. Che pone i gironi infernali e mefitici alle porte di Massimina «fra le 18 aree nazionali a maggiore rischio».

Evidenziando tra i drammi ambientali «il danno da percolato che, penetrato nel suolo, è arrivato sino alla falda, inquinandola»; i «30mila metri cubi di biogas» prodotti dagli scarti della città; e «le colline che, sotto il peso dei rifiuti, ogni anno si abbassano di un metro formando laghetti di acqua piovana».

La Regione ha avuto la proroga a utilizzare Malagrotta fino a dicembre ma il governatore (e commissario) Marrazzo ha dato l´autorizzazione solo fino a maggio, per far poi partire il risanamento e la copertura delle montagne di veleni. E l´assessore regionale all´Ambiente, Filiberto Zaratti, se la prende con i ritardi nella costruzione degli impianti che producono il "combustibile da rifiuti": «Abbiamo termovalizzatori che bruciano 300mila tonnellate di "cdr" l´anno ma il combustibile fornito da Roma è di sole 180mila tonnellate: così che trattiamo quello delle altre regioni. Solo se si realizzano gli impianti esistenti e progettati, potremo fronteggiare l´emergenza rifiuti».

Il dito è puntato contro i ritardi dell´Ama e di Cerroni nella realizzazione degli impianti per la creazione di "cdr" a Rocca Cencia (che ha iniziato a lavorare a inizio 2007), nella stessa Malagrotta (due strutture) e sulla Salaria (che dovrebbe aprire entro l´estate).

(26 gennaio 2008)
Repubblica.it






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Israele vuole i rifiuti di Napoli
"Dateceli, li mettiamo a posto noi"


I rifiuti della Campania? Li vuole Israele. Hidit El-hassid, la direttrice di Hiriya, la più grande discarica a pochi chilometri da Tel Aviv che fino al 1999 raccoglieva la spazzatura di oltre due miloni di persone, ha lanciato la sua proposta. "Dateci in mano Napoli e la mettiamo a posto noi", ha detto a La Stampa Ori Boulogne, cofondatore della Arrow, una delle società di Hiriya, responsabile della città di Tel Aviv.


Il processo di smalitmento dei rifiuti secondo il progetto Arrow è molto semplice: addio raccolta differenziata. "Ha fatto il suo tempo, troppo articolata per diventare cultura condivisa", ha spiegato lo stesso Boulogne.

Ecco come funziona l'idea israeliana. Tutta la spazzatura viene gettata in acqua e mentre quella leggera resta a galla, quella pesante va a fondo, dove speciali calamite separano il metallo dal resto. I sacchetti vengono risucchiati da un ventilatore. Il tutto con una turbina da 1,5 megawatt che ricava energia dal metano prodotto.

Una volta differenziata, l'immondizia viene spediata nelle varie officine per plastica, legno metalle i vetro per essere riutilizzata. Non tutta, ma in buona parte. Il resto viene seppellito.

E adesso la Arrow Ecology & Engineering Overseas Ltd sogna Napoli. Una proposta è stata fatta, ma la trattativa pare ancora lunga.

tgcom






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Notizia bomba: la Campania "Maxi Forno" d'Italia
"Ma chi ci governa è impazzito? Ci siamo svegliati all'improvviso scoprendoci discarica di rifiuti tossici industriali di tutta Italia ... ora dobbiamo diventare la Regione che toccherà il record nazionale di inceneritori sul proprio territorio?" In effetti la strabiliante notizia lanciata dal professore Antonio Marfella, tossicologo dell'Istituto Pascale di Napoli, è che il risultato finale di questa emergenza rifiuti non sarà l'avvio di una maxi-bonifica, ma di un colossale piano di inceneritori pari - nella sola Campania - al totale di tutti gli inceneritori attualmente in funzione in Italia.
3 aprile 2008 - Serena Romano

"Oggi l'Italia con tutti i suoi inceneritori ha una portata complessiva che non arriva a 4 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno. Ebbene, tenendone all'oscuro i cittadini, si è deciso e già finanziato una quantità di impianti di incenerimento nella sola Campania pari a circa 4 milioni di tonnellate, fra i quali rientrano anche le "ecoballe" piene di sostanze tossiche che l'ultima ordinanza governativa, come una bacchetta magica, ha reso all'improvviso perfettamente combustibili".

Mentre sta emergendo in maniera sempre più allarmante la contaminazione di grosse fette del territorio campano che avrebbero bisogno di un solo intervento, la bonifica, come ha denunciato, dunque, Marfella, se il piano regionale per l'incenerimento dei rifiuti - in parte mascherato come piano energetico per la produzione di energia da biomasse - non sarà in qualche modo bloccato, i campani sono destinati a diventare gli ebrei del 2000 da sacrificare al business dei forni di Santa Maria La Fossa, Acerra, San Salvatore Telesino, Reino e così via... Come nella favola di Cappuccetto Rosso, infatti, anche in questo caso c'è un lupo travestito da nonna: è il piano PASER 2007 o "piano di sviluppo economico della Regione Campania" che dietro una serie di grossi impianti di incenerimento cosiddetti a biomasse - materiale che in realtà sul territorio campano è disponibile in quantità irrisorie rispetto alle dimensioni degli impianti progettati - si intreccia con il piano sui rifiuti anche nella scelta dei siti di stoccaggio delle cosiddette ecoballe riqualificabili in "biomasse" inceneribili".

Risultato: il piano Pansa sugli inceneritori sommato al Paser farà della Campania il "maxi-forno" d'Italia. "Il tutto - sottolinea Marfella - su una situazione di "disastro gestionale e ambientale unici al mondo... che risulta - beffa finale - persino deliberatamente sottovalutato e sottostimato nelle sue conseguenze di danno gravissimo alla salute pubblica... "
Note:

Serena Romano è la giornalista napoletana ideatrice e curatrice del blog "La verità delle contrade" laveritadellecontrade.wordpress.com/






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Dalla Campania l'emergenza rifiuti rischia di travolgere l'Italia
L'utopia della raccolta differenziata ISTANTANEA
La Campania è in uno stato di emergenza, ma non si tratta di un'emergenza d'oggi. E il resto del paese deve darsi da fare se non vuol esser travolto da una montagna di spazzatura che continua a crescere
9 aprile 2008 - Giacomo Alessandroni

Raccola indifferenziata In questi mesi si parla - e scrive - molto sulla cosiddetta "emergenza rifiuti" che imperversa sulla Campania. Perché proprio adesso? Chi ha acceso il detonatore? è un fatto sotto gli occhi di tutti: la spazzatura in Campania straripa in ogni dove. Tuttavia, all'osservatore attento questo fatto deve porre un interrogativo al quale è difficile sfuggire: "Si è arrivati in un solo giorno a questa emergenza?" La risposta la sento dalla bocca di tutti: "no".

Proviamo quindi a ragionare: i casi non sono tanti. Una prima possibilità è: le persone preposte allo smaltimento dei rifiuti non hanno fatto esattamente il loro dovere. Una seconda opzione è: la loro - e non solo - cecità [almeno sino a ieri]. Oppure il coup de théâtre: "Ma tu l'avevi vista tutta quella munnezza. Forse che ieri non c'era???". Poco probabile.

I Kg di rifiuti prodotti per abitante, suddivisi per aree geografiche

Nord: 534,6
Centro: 635,2
Mezzogiorno: 496,2
Italia: 540,5
Dati espressi in Kg/abitante
Fonte: Istat
Poco importa il mio pensiero: qualunque sia lascia solo il tempo che trova. Tentiamo l'analisi di alcuni dati. I rifiuti urbani nel 1996 ammontavano a 26 milioni di tonnellate. Di queste il 7,2% erano raccolti in modo differenziato. Nel 2005 si era già passati a 32 milioni di tonnellate di rifiuti [raccolti]. Qui però va sottolineato un dato molto importante: i chilogrammi di rifiuti prodotti per abitante, suddivisi per aree geografiche. Perché il Mezzogiorno, il quale produce meno rifiuti pro-capite, ha una situazione peggiore sia del Nord che del Centro?

Una parentesi. Io vivo a Pesaro, una città - tutto sommato - neutra al dibattito nord/sud. Alcuni anni fa ho dovuto risolvere un problema personale: sbarazzarmi di una cisterna piena di non ricordo cosa, ma era una sostanza nera, densa, somigliava al petrolio. Il mio primo pensiero [ingenuo] è stato telefonare all'Aspes SpA [l'ex azienda municipalizzata che ora ha l'appalto per la raccolta differenziata ed indifferenziata dei rifiuti urbani]. Risultato: "No grazie, noi raccogliamo solo carta, vetro e affini". "Capisco, ma questa roba dove la metto?". Nessuna risposta. Minacciando di buttare tutto nel fiume ho ottenuto una ragione sociale che mi ha aiutato a smaltire i rifiuti come si conviene. Io non sono un santo, ma credo di avere una mediocre sensibilità ecologica. Una persona con meno pazienza penso avrebbe adottato politiche diverse dalle mie. Chiudendo la parentesi torniamo al capoluogo partenopeo.

Dai dati che ho scomodato emerge una verità che nessuno può negare: i napoletani producono tanta mondezza quanta il decantato nord. Forse meno. Meno, non perché lo dice l'Istat. Forse la domanda è mal posta. Dovremmo chiederci: perché siamo in Europa? Forse perché molte aziende del fiorente nord hanno risparmiato sulla gestione dei rifiuti speciali, trasformando il sud in un'immensa pattumiera, più o meno come stiamo facendo noi, la Cina [e non solo] con l'Africa?

"La conversione ecologica potrà affermarsi solo se apparirà socialmente desiderabile". Non sono parole mie, ma di Alexander Langer, pronunciate nel corso dei uno dei Colloqui di Dobbiaco del 1994 dal titolo "Benessere ecologico e non illusioni di crescita". Una vera e propria profezia di un politico come oggi ne esistono pochi. Non si può dire a Napoli ed ai napoletani - dopo averli ignorati per decenni - "suvvia, fate i bravi, affidatevi a De Gennaro senza fare storie". Questa non è "conversione ecologica", e anche se De Gennaro dovesse risolvere i problemi di Napoli, cosa di cui chi scrive dubita, questi si riformeranno certo in breve tempo perché non è cambiata la cultura dei napoletani.

Attenzione: Napoli è solo un esempio, domani sarà il turno di un'altra città. Qualcuno pensa: "Speriamo non sia la mia!". Questo atteggiamento non lo condivido. La politica "not in my garden" [non nel mio giardino] non può funzionare: siamo tutti responsabili dell'ambiente che condividiamo. Un bellissimo proverbio dei pastori nomadi del Kenya recita: "Tratta bene la Terra. Non ci è stata data dai nostri padri, ci è stata prestata dai nostri figli". Questo per insegnarci che, anche se un domani noi non ci saremo, altri abiteranno dove ora siamo noi, e siamo noi i responsabili del loro ambiente. Tutto questo, però, funziona "solo se apparirà socialmente desiderabile". Non è cosa da poco. Il compito è della politica, e - purtroppo - chiedere ad un politico se farà una certa cosa in campagna elettorale è come chiedere all'oste se il suo vino è buono. Siamo costretti ad aspettare un po'.

Tuttavia va ricordata una seconda cosa: non si può fare politica una volta ogni cinque anni. La politica è qualcosa con la quale confrontarsi ogni giorno, per discutere, tentare di capire, ma - soprattutto - per essere protagonisti. Solo così possiamo sperare di risolvere i nostri problemi: insieme.
Note:

Questo articolo è stato pubblicato nella rivista Social News (Mensile di promozione sociale) anno 5, numero 3, marzo 2008; pertanto può essere riprodotto solo nei termini specificati dalla licenza d'uso.






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Discariche abusive o dello Stato: qual è la differenza? Dura condanna anche della Corte Europea di Bruxelles

Non è difficile intuire perché anche molti abitanti di Sant'Arcangelo Trimonte hanno deciso di non votare e di inviare le loro schede elettorali al presidente della Repubblica accompagnate da una lettera di protesta.

10 aprile 2008 - Serena Romano
Fonte: In collaborazione con laveritadellecontrade.wordpress.com/

Non è difficile intuire perché anche molti abitanti di Sant'Arcangelo Trimonte hanno deciso di non votare e di inviare le loro schede elettorali al presidente della Repubblica accompagnate da una lettera di protesta. Basta guardare le fotografie del loro paese per trovare la risposta.
Sant'Arcangelo Trimonte, un borgo di 600 abitanti circondato da 3 monti di una bellezza mozzafiato, pronto ad essere trasformato in mega-discaricaSant'Arcangelo - un borgo di 600 abitanti circondato da 3 monti di una bellezza mozzafiato, appollaiato su un'area di appena 9 chilometri quadrati dove già si intravedono 2 discariche esaurite da bonificare - si trova in una zona di evidente dissesto idrogeologico. Ma se lo Stato - con l'alibi dell'emergenza - nella scelta di un sito da adibire a discarica non rispetta più neanche vincoli elementari come il dissesto idrogeologico e opera in deroga a ogni norma, comprese quelle igienico sanitarie, qual è alla fine la differenza tra uno sversatoio allestito abusivamente e quello realizzato dallo Stato con "licenza di ... distruggere" ?
Questo l'interrogativo sollevato dalle numerose lacune tecniche di una "scelta" che alla fine coinvolgerà direttamente, oltre a Sant'Arcangelo, la vita e il futuro di Paduli, Apice e Buonalbergo per un totale di 12.500 abitanti: piazzato al centro di questi 4 comuni, infatti, il mega impianto distruggerà una delle zone più belle del Sannio e d'Italia, senza neanche qualche valida pezza d'appoggio da esibire ai cittadini, ma, al contrario, sollevando una serie tale di sospetti da meritare anche una denuncia alla Procura della Repubblica.
Il tutto mentre arriva oggi la dura condanna della Corte Europea di Bruxelles sulle norme per le discariche varate dal Governo Berlusconi tra il 2001 e il 2003 : norme che autorizzano discariche non conformi alle direttive dell'Unione Europea.

Sant'Arcangelo TrimonteNonostante la relazione sul dissesto idrogeologico, firmata da due geologi, con la quale l'amministrazione comunale ha tentato di opporsi, Sant'Arcangelo Trimonte è stato "scelto" come sito per una discarica destinata ad ospitare quasi 900.000 metri cubi di monnezza. Con quali motivazioni tecniche? Mistero.
Gli abitanti hanno chiesto - in base alla legislazione italiana ed europea sulla "trasparenza" e sulla partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano - di valutare la documentazione a supporto dell'impianto: diritto negato, al quale si è rimediato fornendo il fascicolo illustrativo solo 10 giorni dopo che l'ordinanza n. 153 del 1 aprile 2008 era stata firmata.
Eppure le lacune tecniche sono tante. Anzi troppe: tant'è vero che hanno provocato perplessità e sospetti tali da far partire una denuncia alla Procura della Repubblica.

Oltre al fatto che i versanti sui quali insisterà la discarica, infatti, sono chiaramente predisposti al dissesto idrogeologico, la zona è definita "altamente sismica": cioè con grado di sismicità "S = 12" (secondo la vecchia classificazione) o "zona 1" (per la nuova classificazione) entrambe indicative di "massima sismicità".
Santa'Arcangelo TrimonteE' attraversata, inoltre, da un elettrodotto da 150 KV e, per colpa delle discariche già esistenti, presenta un inquinamento del suolo e delle acque.
Quanto alla distanza della futura discarica dalle abitazioni - 800 metri, anziché almeno 1 chilometro - e all'impatto visivo ( folgorante !) questi violano i parametri indicati da CNR, OMS e Protezione Civile. Forse perciò i cittadini non hanno potuto analizzare - né sapere se sia stata formulata - una Valutazione di Impatto Ambientale: l'impianto è così enorme rispetto al territorio nel quale è inserito, da far prevedere una "pressione" sproporzionata anche dal punto di vista economico e sociale.
Se a questo si aggiunge che la "ventosità" dell'area - oggetto di uno studio "anemologico" per impiantarvi pale eoliche - è destinata a fare da cassa di risonanza all'olezzo dei rifiuti e che la mancanza di strade adeguate all'impianto prevederà la necessità di ulteriori sbancamenti e investimenti per una nuova viabilità, si capisce la reazione dei cittadini. In particolare, "il disgusto" per il voto, espresso dagli abitanti nella lettera inviata al Presidente della Repubblica insieme alle schede elettorali, e la denuncia delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia alla Procura della Repubblica.
Sta diventando paradossale, infatti, la volontà di ignorare i siti idonei e sicuri presentati dal professore De Medici già un anno fa alla struttura del commissario Bertolaso: tutti l'accolsero con entusiasmo... salvo relegarla in un cassetto. Come mai questi siti non vengono presi in considerazione? Quali tipi di "pressioni" riescono a impedirlo? Quali interessi reconditi hanno prolungato e aggravato un'emergenza rifiuti che già da allora si poteva arginare? Questi alcuni degli interrogativi sollevati dalle Assise di Palazzo Marigliano nella denuncia al procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Aldo De Chiara:
"Dopo alcuni sopralluoghi, nelle conferenze di servizi, svoltesi a Roma nella sede della Protezione civile il 6 e il 14 febbraio 2007, De Medici indicò cinque comprensori dell'entroterra campano - Valle Saccarda, Vallata, Macedonia, Bisaccia e Andretta - per complessivi 270 kmq. con una densità di meno di 61 abitanti per kmq., dove era possibile reperire i siti per ogni aspetto idonei e realizzarvi in brevissimo tempo discariche a norma... tali indicazioni furono accolte con plauso da tutte le autorità partecipanti... ma le indicazioni furono inspiegabilmente accantonate. E ciò malgrado il rappresentante del Ministero dell'Ambiente subito dopo, con apposita nota ministeriale avesse segnalato, al Commissario straordinario e alle altre autorità interessate, l'urgenza di coltivare le indicazioni del prof. De Medici, ritenute interessanti per le caratteristiche dei siti... Urge a questo punto chiarire se interventi impropri di soggetti esterni al Commissariato straordinario abbiano impedito di dar corso alle indicazioni...In tal caso se ne imporrebbe il pronto recupero ai fini di una risoluzione in tempi brevi dell'emergenza in cui versa la Campania..."

Cittadini incatenati di Sant'Arcangelo Ad avvalorare queste proteste e questi sospetti arriva oggi anche una condanna dall'Europa: il caos delle discariche italiane, infatti, viene pesantemente sottolineato dall'Unione europea che certifica come le nostre autorità non siano in grado di applicare le norme scritte da Bruxelles sulla gestione dei rifiuti. E la condanna della Corte di Giustizia dell'Ue non riguarda solo l'emergenza campana degli ultimi mesi, ma un'incapacità generale del nostro sistema sullo smaltimento della spazzatura. Il dito viene puntato soprattutto sulla "mancata conformità" delle norme sulle discariche approvate fra il 2001 e il 2003 dal governo Berlusconi con la direttiva Ue del 1999, che definisce la nozione di rifiuti pericolosi e quindi il loro diverso trattamento rispetto a quelli innocui. Non solo: la norma comunitaria chiede alle varie capitali di elaborare una strategia nazionale sui rifiuti biodegradabili, stabilisce regole riguardanti i costi dello smaltimento, introduce la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari. Insomma, una precisa regolamentazione del settore dei rifiuti completamente ignorata.






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avete notato che tutto tace, e la mondezza?? dov'è finita?






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qualche napoletano che può aggiornarci?






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10/27/2008 12:01 PM
 
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La munnezza sta sempe llà.
Non è cambiato nulla.
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però nelle strade principali? anche?
Perché vedendo immagini (in diretta) non si vede come prima..






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gran cambiamento se l'hanno solo spostata di qualche metro..







... Per diecimila anni tenemmo il fuoco acceso, il nostro spirito vive in una danza senza tempo.. I nostri corpi sono i nostri sacri altari, noi non abbiamo fede nel divino.. Noi lo sperimentiamo con la pratica... Veniamo chiamate... Streghe..

"...Raccontaci delle segrete schiere del male, o Cimone..."
"Guai a pronunciare forte i loro nomi, che profanerebbero labbra mortali, perchè uscirono da scellerate tenebre per assalire i cieli, ma furono respinte dalla rabbia degli angeli...."





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sapevo anche io che erano stati spostati, però non ho info più dettagliate che mi piacerebbe avere..






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Già!!
Non riesco a capire solo perché non è più alla vista cittadina non se ne parla più e così tutta quella propagandistica non è servito a nulla, soldi buttati in fumo, ideali campati all'aria.
Sono senza parole!!
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#ciò che la televisione non mostra, none esiste#






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