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Crisi petrolifere nel mondo...

Last Update: 6/14/2008 10:37 AM
6/8/2008 1:11 PM
 
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NUCLEARE: SCAJOLA, ITALIA TORNA NEL CLUB
AOMORI (GIAPPONE) - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha espresso soddisfazione per le conclusioni della riunione del G8 sull'energia di Aomori (esteso anche a Cina, India e Corea del Sud), che "impegnano i nostri Paesi a una politica energetica di efficienza utilizzando ogni nuova tecnologia" e assegnano all'energia nucleare un ruolo importante per la diversificazione del mix energetico e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Scajola ha annunciato ai colleghi che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, "opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo". Per la verità, ora resta un unico Paese, tra quelli che hanno preso parte al vertice, che ancora rifiuta la centralità dell'energia nucleare: la Germania. Il ministro dell'economia e tecnologia tedesco, Jochen Homann, ha dichiarato, pur avendo sottoscritto le conclusioni del vertice, che la discussione è aperta, ma che l'opinione pubblica nazionale resta contraria, anche se in Germania si trovano diverse centrali atomiche. Scajola ha anche annunciato che l'anno prossimo sarà l'Italia a ospitare un vertice internazionale dei ministri dell'Energia.

OK AI PRIVATI IN FONDO TECNOLOGIE PULITE - Nel corso del vertice G8 sull'energia svoltosi ad Aomori, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha richiamato l'esigenza che il Fondo per le Tecnologie Pulite (Clean Technology Fund) proposto da Usa, Giappone e Regno Unito sia aperto anche al settore privato. "Il nuovo fondo non dovrà limitarsi a essere un collettore di fondi pubblici, anche perché essi non potrebbero mai essere adeguati alla dimensione del problema - ha detto Scajola - ma piuttosto dovrà essere un meccanismo innovativo in grado di catalizzare investimenti privati, allocare efficacemente le risorse e favorire lo sviluppo e il trasferimento delle tecnologie più avanzate nelle aree del pianeta dove sono più necessarie". Le risorse pubbliche, secondo Scajola, dovrebbero essere "solo complementari a iniziative private focalizzate su concreti programmi di investimento decisi insieme al Paese ricevente". La proposta, ha poi commentato il ministro, ha suscitato l'attenzione da parte dei colleghi. Giappone, Usa e Regno Unito stanno cercando di coinvolgere gli altri membri del G-8 nel finanziamento di questo fondo coordinato con la Banca Mondiale, che dovrebbe ammontare a 10 miliardi di dollari. D'altra parte, al vertice G8 sull'ambiente, svoltosi il mese scorso a Kobe, il ministro Stefania Prestigiacono aveva detto che l'Italia si riservava di studiare la proposta di adesione, "in quanto il fondo rischia di sovrapporsi ad altre iniziative facendo sorgere l'esigenza di un coordinamento".

AUTOTRASPORTO: GOVERNO ATTENTO A DIFFICOLTA' PIU' URGENTI - Il governo è disponibile a cercare di venire incontro alle più urgenti difficoltà causate dal caro-energia e dagli elevati prezzi dei carburanti. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine del G8 di Aomori, nel Giappone settentrionale: il governo potrebbe intervenire in modo tale da evitare che i costi ricadano, seguendo l'intera catena produttiva, sull'ultimo passaggio della filiera, cioé i prodotti finiti e quindi i consumatori. "Questo è un discorso che vale per l'autotrasporto, la pesca e così via", ha spiegato Scajola -. Non si può pensare - ha continuato, a poche ore dall'incontro di Roma tra il ministro Altero Matteoli con gli autotrasportatori - di contrastare un fenomeno planetario con una politica di contenimento dei costi da parte dell'Italia, che è poca cosa nello scenario energetico globale"


AOMORI (GIAPPONE) - I Paesi del G8, più Cina, India e Corea del Sud, ritengono vi sia "la necessità" che i Paesi produttori di petrolio aumentino gli investimenti per fare in modo che l'offerta sia idonea a far fronte al rialzo della domanda. Lo si legge nel comunicato congiunto diffuso al termine della riunione di Aomori nel quale si sottolinea pure l'invito ai Paesi consumatori a "massimizzare gli investimenti nella propria produzione di energia".

NUOVA PARTNERSHIP INTERNAZIONALE SU EFFICIENZA - Il Gruppo degli Otto Grandi, insieme a Cina, India e Corea del Sud, lanciano la International partenrship for energy efficiency cooperation (Ipeec), iniziativa che vuole sviluppare cooperazione e partnership internazionali sulle migliori pratiche per "ottimizzare i consumi e l'efficienza energetica", anche nel rapporto pubblico-privato. Lo si legge nel comunicato congiunto, diffuso al termine della riunione di Aomori (nel nord del Giappone), nel quale i rappresentanti dei paesi consumatori di circa i due terzi dell'energia a livello mondiale ribadiscono l'allarme e "la forte preoccupazione per i livelli raggiunti dal petrolio".

AMARI, SENZA MISURE RISCHIO RECESSIONE - Il record dei prezzi del petrolio possono scatenare una recessione globale. Nel giorno della riunione ministeriale del G8 sull'energia di Aomori (nel Giappone settentrionale), alla quale partecipano pure Cina, India e Corea del Sud, il titolare del dicastero nipponico, Akira Amari, lancia l'allarme perché le attuali quotazioni del greggio costituiscono "un'anomalia e un'estrema sfida" su scala globale. In mancanza di provvedimenti e misure urgenti e mirate, rileva ancora, nel corso dei lavori, "il rischio concreto è di dover fare i conti con una pericolosa recessione". La questione energetica e il cambiamento climatico globale sono "due facce della stessa medaglia". I risultati delle discussioni di Aomori saranno parte della base dei temi in calendario nella riunione dei capi di Stato e di governo Stato del G-8 paesi del prossimo mese a Toyako, nell'isola di Hokkaido. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha da parte sua illustrato nella sessione del mattino ha illustrato una sintesi della dichiarazione conclusiva del Foro internazionale dell'energia (Ief 2008), tenutosi a Roma ad aprile, ponendo in evidenza la parte relativa all'esigenza "di identificare gli strumenti più efficaci per potere raggiungere una maggiore stabilità nei mercati energetici mondiali". Tutto questo, facilitando "gli investimenti e incoraggiando l'innovazione tecnologica" in vista di uno sviluppo sostenibile e attento all'ambiente.

CONSUMATORI, IN ARRIVO STANGATA DA 1.225 EURO A FAMIGLIA - La nuova fiammata del greggio torna a pesare sul prezzo di benzina e altri carburanti e alimenta la protesta degli autotrasportatori che, dicono i bisarchisti, rischia di degenerare se non arriveranno aiuti dal governo. Dagli imprenditori ai sindacati, dagli autotrasportatori ai consumatori, è allarme per la nuova corsa al rialzo del greggio che ha già iniziato a ripercuotersi sul prezzo della benzina che punta di nuovo verso quotazioni record. I consumatori prefigurano una stangata da 1.255 euro: con il petrolio a 140 dollari, dicono infatti Adusbef e Federconsumatori, si alza il prezzo della bolletta energetica delle famiglie italiane, con un impatto sull'inflazione addirittura del 4,3%. Senza contare che il calcolo delle associazioni non considera le ricadute su prodotti e generi di prima necessità, come quelli alimentari, che subiranno aumenti di 530 euro annui. Solo di energia gli italiani spenderanno 709 euro in più (255 euro per luce e gas, 180 euro per il riscaldamento, 304 euro per carburanti) a cui si devono aggiungere altri 546 euro di costi produttivi, di trasformazione e di trasporto delle merci. Anche per gli autotrasportatori il salasso non accenna a fermarsi dopo che nell'ultimo anno, dice uno studio della Cgia di Mestre, il costo del pieno è aumentato del 30% portandone l'incidenza sui costi totali al 40% circa. Provocando, dicono gli autotrasportatori, una moria di aziende: negli ultimi sei mesi hanno chiuso in 3 mila e ci sono 30mila addetti senza più lavoro. Gli autotrasportatori, che lunedì saranno ricevuti dal governo, chiedono all'esecutivo di intervenire con urgenza con misure strutturali ma anche di "dare subito risorse per compensare gli spropositati aumenti del petrolio". Il governo non sottovaluta il problema: lo stesso Premier si è detto preoccupato per "il caro petrolio" ed il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha promesso aiuti a pescatori, agricoltori (anche loro lamentano maggiori costi per le imprese di 250 milioni di euro) e autotrasportatori:" credo - ha detto il ministro - che qualcosa di specifico per loro sarà fatto". Interventi sulle compagnie per far abbassare i prezzi sono invocati però anche dalle associazioni dei consumatori, che puntano ad un nuovo taglio delle accise, e dal sindacato: entrambi sono preoccupati che l'annunciato intervento sulle compagnie, la cosidetta Robin tax, si ripercuota negativamente sulle tasche dei cittadini. "Meglio un intervento sulle compagnie per far abbassare i prezzi", viceversa, dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani "si corre il rischio di avere un Robin Hood alla rovescia: si fa finta di far pagare i ricchi e invece si fa pagare ai poveri". Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha invece invocato una "nuova Kyoto del petrolio", ha chiesto di porre fine alle speculazioni ma ha giudicato positivamente la Robin tax, chiedendo però al ministro Tremonti di "completare il discorso tagliando le tasse sull'energia". Anche gli industriali sono in allarme: "se il prezzo del petrolio non si arresta influirà su tutto: risultati delle imprese, consumi, inflazione" ha detto il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera. Ma sulle soluzioni e sulle cause di tali rialzi le ricette proposte sono diverse: per l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, pesa "la domanda tuttora vivace e attiva dall'est" ma anche la speculazione "favorita dall'eccessiva emotività dei mercati finanziari, pronti a reagire al minimo segnale". Intanto i listini dei prezzi consigliati ai gestori segnano i primi movimenti al rialzo. A ritoccare all'insù i prezzi sono in particolare Api, Ip e Shell, quest'ultima con una quotazione (1,526 euro la verde) molto vicina al record storico di benzina e diesel di 1,527 euro al litro toccato lo scorso 28 maggio. C'é da aspettarsi però che nuovi rialzi arrivino già con l'inizio della prossima settimana.(ANSA).


Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_99192835.html
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6/14/2008 10:37 AM
 
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il nucleare è solo una pazzia, sia ambientale che geopolitica, perché quando fa comodo il terrorismo scompare e non conta più?
forse è manovrato dagli stessi che poi dicono di doversi difendere?






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